21 ottobre 1967 più di 100.000 persone si radunano a Washington vicino al Lincoln Memorial per protestare contro la guerra in Vietnam. Da quel concentramento si staccano circa la metà dei partecipanti, l’obiettivo è circondare il Pentagono. Gli scontri con la polizia e l’esercito sono la conseguenza della protesta. Scontri che sono partiti dalle Università americane già dal 1965 e che proseguiranno fino al 1973. Ma la guerra americana contro il Vietnam in breve tempo diventa una questione globale.

Giovani di tutto il mondo scendono in piazza, movimenti pacifisti nascono, esplode quello che passerà alla storia come il ‘68. Anche in Italia il movimento pacifista accresce le sue fila, e la Cgil è una delle guide di tale movimento.

In quegli anni ha partecipato e promosso numerose manifestazioni nazionali e locali. Tra le più significative, si ricordano la manifestazione di Bologna del 21 maggio 1967 e il corteo nazionale per la pace in Vietnam a Milano il 4 novembre 1967. E dal 20 novembre al 5 dicembre 1970 con una delegazione composta dal segretario confederale Aldo Giunti, dal segretario della Camera del lavoro di Milano Pierluigi Perotta, dal segretario della Camera del lavoro di Roma Carlo Bensi e dalla segretaria generale aggiunta della Filziat, oggi inglobata nella Flai, Nella Marcellino è stata ospite dei sindacati della Repubblica Democratica del Vietnam.

Quel viaggio viene documentato grazie ad un reportage uscito su Rassegna sindacale, che concludeva con un appello e un impegno concreto: “Ma noi, come gli altri popoli, dobbiamo molto ai vietnamiti, siamo in debito con loro. Dobbiamo dare di più. In questo momento bisogna intensificare la battaglia e fare sentire la nostra protesta e la nostra collera ma questo non è ancora sufficiente. Il popolo vietnamita ha bisogno di tutto: di sangue, di medicinali, di mezzi finanziari. Riceve molto, ma le sue necessità sono grandi ed impellenti. Ogni lavoratore e ogni organizzazione deve sentire il dovere di prendere iniziative per intensificare l’aiuto politico e concreto al Vietnam. La nostra delegazione ha preso l’impegno di porre questi problemi al movimento sindacale italiano”.