Il 1966 è l’anno in cui i diritti dei lavoratori iniziano ad essere maggiormente tutelati. Dopo anni di proposte della Cgil, a cui si sono aggiunti anche gli altri sindacati, inizia a nascere quello che nel 1970 diventerà lo statuto dei lavoratori. Il primo passo è l’approvazione nel luglio 1966 della legge sui licenziamenti individuali.
La legge stabilisce che il licenziamento non può avvenire che per giusta causa o giustificato motivo, e prevede la riassunzione o, in alternativa, il pagamento di un'indennità, ma non la reintegrazione nel posto di lavoro. E’ il primo embrione di quello che nello statuto dei lavoratori diventerà l’articolo 18, che introdurrà la reintegrazione in caso di licenziamento senza giusta causa. Tra la legge del 1966 e lo statuto dei lavoratori del 1970, protagonista è il ministro socialista Giacomo Brodolini. Ex sindacalista della Cgil, di cui ha guidato l’importante categoria dei lavoratori edili, nel 1968 viene nominato ministro del Lavoro nel governo Rumor.
In tale veste promosse una vasta attività legislativa in materia previdenziale e sindacale: il superamento delle gabbie salariali, la ristrutturazione del sistema previdenziale e fu uno dei principali sostenitori dello Statuto dei lavoratori. Il 20 maggio 1970, un ventennio dopo le proposte di Giuseppe Di Vittorio, grazie alle lotte operaie e al lavoro della Cgil, vede la luce lo statuto dei lavoratori.
Una pietra miliare per la tutela del mondo del lavoro che nel suo primo articolo sancisce la libertà d’opinione del lavoratore che non può quindi essere oggetto di trattamento differenziato in dipendenza da sue opinioni politiche o religiose e che, per un successivo verso, non può essere indagato per queste nemmeno in fase di selezione per l'assunzione.
Uno statuto che tutt’oggi, nonostante le numerose riforme, è l’architrave dei diritti dei lavoratori. Giacomo Brodolini tuttavia non vide mai la nascita dello Statuto su cui si era tanto speso, un terribile male lo portò alla morte nel 1969, ma i suoi ideali sono sopravvissuti dando uno slancio fondamentale all’approvazione della legge.





