Inverno 1960, fine di febbraio, dopo poco più di un anno cade il governo Segni e per la seconda volta durante la legislatura iniziata con le elezioni del 1958 si dovrà formare un nuovo governo. Ci vorrà poco poco più di un mese affinché si insedi il nuovo Governo, ma il 26 marzo 1960 viene varato un governo monocolore democristiano guidato da Fernando Tambroni. Particolarità di questo governo? I voti decisivi del Movimento sociale italiano, nato dalle ceneri del partito fascista, che appoggia esternamente il governo. .

Anche il governo Segni godeva dell’appoggio esterno del Movimento sociale, ma questa volta il loro voto è cruciale per la sopravvivenza dell’avventura governativa. La decisione di Tambroni aveva spiazzato e contrariato tutta la sinistra della democrazia cristiana con ministri e sottosegretari della corrente che si dimettono.

Dopo varie peripezie il governo ottiene la fiducia solo il 29 aprile, con lo stesso schema visto alla Camera. La tensione nel Paese è alta, e il programmato svolgimento del congresso del MSI a Genova acuisce le tensioni. Nel capoluogo ligure, Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza, dal 25 giugno iniziano le manifestazioni per impedire il congresso previsto dal 2 al 4 luglio.

In prima fila negli scioperi Sandro Pertini, ma gli industriali parlano di illegittimità degli scioperi di natura politica. L’apice dello scontro è durante lo sciopero generale del 29 giugno, all’indomani del famoso comizio tenuto da Sandro Pertini a piazza della Vittoria, con la polizia che carica i manifestanti che affrontano apertamente le forze dell’ordine. Il congresso alla fine è annullato, ma la tensione è sempre più accesa.

Le piazze ribollono, i sindacati, Cisl a parte, indicono scioperi, la polizia spara a Licata il 5 luglio, usa la violenza a Roma il 6 luglio ferendo tra l’altro molti parlamentari comunisti. Ma l’episodio più grave è a Reggio Emilia il 7 luglio. Quella che è definita una carneficina ha lasciato sul selciato della piazza, oggi dedicata ai martiri di quella giornata, 5 operai oltre a 21 feriti. Altri due morti si sono aggiunti a Palermo e Catania dove la polizia ha sparato contro gli antifascisti.

Questi eventi, noti come le "rivolte antifasciste del 1960", portarono alla fine del governo Tambroni e segnarono un momento cruciale nella storia italiana del secondo dopoguerra, riflettendo la ferma opposizione popolare al ritorno di formazioni fasciste al potere. Il governo Tambroni durò 123 giorni, sostituito dal governo Fanfani.

Un governo che godeva dell’astensione del partito socialista, un inizio dell’alleanza che portò Dc e Psi al governo insieme per molti anni. Il giugno e luglio del 1960 resteranno per sempre il monito di un popolo che non voleva il ritorno dei fascisti al potere.