Giugno 1930, Palmiro Togliatti prende una decisione ed espelle dal partito comunista d’Italia diversi esponenti che da anni criticano la sua linea politica e soprattutto il suo filo-stalinismo. Tra questi c’è Paolo Ravazzoli, che dal 1927 guida una delle due CGdL clandestine. Sì perché nel febbraio del 1927, a seguito dello scioglimento deciso dal vecchio gruppo dirigente, furono fondate due diverse organizzazioni sindacali clandestine. Bruno Buozzi, segretario generale della CGdL dal 1925, a Parigi ricostituisce il sindacato, il quale aderisce, insieme ad alcuni partiti, alla Concentrazione d’azione antifascista. Nello stesso mese, durante la prima Conferenza clandestina di Milano, i comunisti danno vita alla loro Confederazione Generale del Lavoro. In questo modo, dalla fine degli anni ‘20 e fino alla caduta della dittatura fascista, convivono due CGdL: una di ispirazione riformista, aderente alla Federazione Sindacale Internazionale; l’altra comunista, aderente all’Internazionale dei Sindacati Rossi. E proprio di questa seconda CGdL, che a seguito dell’espulsione di Ravazzoli, diventa segretario Giuseppe Di Vittorio, cresciuto sindacalmente nell’Unione sindacale italiana. Le sue posizioni nei confronti di Togliatti non sono certo tenere, e questa tensione si manterrà anche nel secondo dopoguerra, ed è critico nei confronti di Stalin che ha coniato il termine socialfascismo per definire i riformisti e i socialdemocratici. Nonostante questo grazie alla sua visione sindacale è chiamato a guidare la CGdL comunista. Fino alla metà degli anni ‘30 i rapporti tra le due Confederazioni si mantennero tesi, quando però il pericolo fascista divenne assai concreto, soprattutto in seguito alla presa del potere da parte di Hitler in Germania, le diverse componenti della sinistra riuscirono a trovare un terreno comune di iniziativa, evidente nella politica dei Fronti popolari in Francia e Spagna. Gli effetti si fecero sentire sia sulla politica italiana, con la firma nel 1934 del Patto di unità d’azione tra PCd’I e PSI, sia sul sindacato. Il 15 marzo 1936, infatti, Buozzi e Di Vittorio si incontrarono a Parigi per firmare la “piattaforma d’azione della CGIL unica”. Di Vittorio, nel 1945, diventa il segretario generale della CGIL unitaria, Bruno Buozzi non c’è più, ucciso a pochi chilometri da Roma dai nazi fascisti quando ormai la capitale stava per essere liberata.