Roma – “Per aumentare i salari bisogna che i rinnovi dei contratti vengano fatti e che gli aumenti nel contratto nazionale vadano oltre l’inflazione”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto a Piazza Pulita su La7, rispondendo a una domanda sulla mancata crescita dei salari a fronte dell’aumento dell’inflazione.

Landini ha puntato il dito contro le scelte del governo, a partire dai rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. “La Presidente del Consiglio, come datrice di lavoro, ha rinnovato i contratti nazionali di tutti i settori pubblici, dalla sanità alla scuola, con aumenti del 6% contro un’inflazione del 18%. Quindi in realtà ha programmato la riduzione del potere d’acquisto di quei salari”, ha denunciato.

Una scelta che la Cgil non ha condiviso: “Noi come Cgil non abbiamo firmato quei contratti perché se lei è la prima datrice di lavoro che anziché tutelare il potere d’acquisto lo abbassa, è chiaro che non dà un buon messaggio”.

Le conseguenze, secondo il leader sindacale, sono già evidenti. “Siamo di fronte al fatto che i medici e gli infermieri se ne vanno via dal servizio pubblico, siamo di fronte al fatto che gli insegnanti sono i meno pagati d’Europa, siamo di fronte al fatto che i giovani nel nostro Paese se ne vanno via, laureati e diplomati, e vanno a lavorare all’estero perché sono pagati di più e sono meno precari e meno sfruttati”.

Tenere bassi i salari, ha spiegato Landini, non è solo un problema sociale ma anche economico: “In realtà tenere i salari bassi come avviene nel nostro Paese indebolisce tutto il Paese, perché aumentare i salari vuol dire anche aumentare i consumi”.

Infine, il segretario generale della Cgil ha rivendicato il ruolo del sindacato nei pochi segnali positivi registrati negli ultimi anni: “Avete fatto vedere un grafico che dice che c’è una leggera crescita del potere d’acquisto negli ultimi anni, ma vorrei dire che quello è dovuto al rinnovo dei contratti dei settori privati che ha fatto il sindacato, non a quello che ha fatto il governo”.


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