“Un livello di pressione fiscale come c’è in Italia non c’è da dieci anni e le tasse in più le pagano i lavoratori dipendenti e i pensionati”. Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil intervistato da Giovanni Floris a 'diMartedì' su La7.
Il leader sindacale ha criticato anche le scelte sul lavoro, accusando l’esecutivo di favorire modelli contrattuali peggiorativi: “Sembra si voglia dare voce ai contratti pirata, cioè quelli non firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi e che sono peggiori per i lavoratori”.
Sul fronte economico, la richiesta della Cgil resta chiara: intervenire sui profitti, in particolare quelli straordinari. “Tassare di più i profitti, a partire dagli extra-profitti delle imprese, è la cosa da fare”, ha ribadito, proponendo un sistema progressivo: “Più guadagni più paghi, come già accade per lavoratori dipendenti e pensionati”.
Landini ha inoltre sottolineato come manchino misure concrete su energia e costo della vita, citando esempi europei: “Come hanno fatto in Spagna, si potrebbe ridurre l’IVA sui costi energetici”.
Il quadro delineato è quello di un Paese segnato da crescente disuguaglianza: “Abbiamo toccato i salari più bassi di sempre, è aumentata la povertà, c’è una precarietà che cresce”. E ancora: “Le persone che lavorano sono povere lavorando, non arrivano alla fine del mese, o i pensionati non ce la fanno più”.
“Stanno facendo propaganda, ma non affrontano i problemi veri” è il giudizio del segretario Cgil sulla gestione politica, ma il segnale arrivato dal voto referendario è stato chiaro: “La maggioranza del Paese non è d’accordo con quello che stanno raccontando”.
Da qui l’appello finale al governo: “Bisogna ritornare alla sostanza, risolvere i problemi delle persone, ascoltare”. Per Landini, infatti, “governare non vuol dire fare quello che ti pare, ma ascoltare chi tiene in piedi questo Paese”.
→Per rivedere la puntata integrale clicca qui





