«Non è un’assemblea rituale, siamo a un bivio», non un passaggio formale, ma un momento di scelta. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, chiude così l’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati “Valore al lavoro”, al Paladozza di Bologna, indicando con nettezza la fase che il sindacato e il Paese stanno attraversando.
Al centro del suo intervento, l’analisi di una trasformazione profonda: «Stiamo vivendo tutti assieme un profondo processo di cambiamento». Un passaggio che mette in discussione modelli sociali, politici e contrattuali e pone una domanda di fondo: «Se le persone e il lavoro tornano ad essere il riferimento delle scelte economiche, politiche e sociali».
Lavoro svalorizzato e diritti in discussione
Landini indica chiaramente la direzione degli ultimi anni: «Quello che è avvenuto è esattamente l’opposto del dare valore al lavoro». Il risultato, secondo il segretario della Cgil, è stato «l’aumento della precarietà e dello sfruttamento» e l’affermazione di «un mercato che non deve avere vincoli sociali».
Una dinamica che, aggiunge, incrocia anche il ritorno della guerra e il cambiamento culturale che essa comporta: «Solo la pace è la condizione per poter affermare diritti nel lavoro, libertà delle persone e democrazia partecipata».
Referendum, giovani e domanda di cambiamento
Nel bilancio dell’azione sindacale, spazio anche alla stagione referendaria. Nonostante il mancato quorum, Landini rivendica il risultato politico: «Dentro a quel voto c’era una domanda di cambiamento molto grande».
A pesare, sottolinea, è stata la partecipazione delle nuove generazioni: «Cinque milioni e mezzo di voti erano di giovani dai 18 ai 34 anni che hanno detto al Paese che non vogliono continuare ad essere precari e sfruttati».
Fisco e redistribuzione: «Basta ingiustizie»
Uno dei passaggi più netti riguarda il tema fiscale. «Non è più accettabile che la tassazione sui lavoratori e sui pensionati arrivi anche al 42-44%», denuncia, a fronte di profitti e rendite tassati meno.
Da qui la proposta di riforma e il contributo di solidarietà: «Stiamo parlando di 500 mila persone su 60 milioni» a cui si chiede «un contributo dell’1,2%» per generare risorse da destinare a sanità, scuola e salari.
«Di fronte all’ingiustizia tu non puoi stare in mezzo. O sei contro l’ingiustizia o sei parte dell’ingiustizia», ribadisce.
Appalti, sicurezza e lavoro precario
Landini lega l’aumento degli incidenti sul lavoro e delle diseguaglianze al modello produttivo: «Questo modello di fare impresa è un modello che uccide». Un sistema fondato su appalti e subappalti che «mette al centro il profitto e non la persona».
La risposta passa da una mobilitazione diffusa: le proposte di legge, spiega, «non sono semplicemente una raccolta firme», ma devono diventare «vertenze nei territori» e nei luoghi di lavoro.
Contrattazione, salari e democrazia sindacale
Sul terreno contrattuale, la Cgil punta a rafforzare il ruolo del contratto nazionale e il recupero del potere d’acquisto: «La crescita dei salari la fai aumentando le paghe orarie delle persone».
Fondamentale anche il tema della partecipazione: «Un contratto per essere valido deve avere il consenso certificato delle lavoratrici e dei lavoratori».
Tecnologia e futuro del lavoro
Guardando avanti, Landini affronta il tema della trasformazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale: «La tecnologia non è neutra». La sfida, spiega, è governarla democraticamente: «È l’intelligenza umana che deve governare l’intelligenza artificiale e non viceversa».
Un passaggio che incide sulla qualità della democrazia e sulla distribuzione del potere: «Il nuovo oro sono i dati e le informazioni».
«Siamo a un bivio»
In chiusura, il richiamo più forte. «Questa non è una delle tante assemblee. Siamo di fronte a un bivio secco». Da un lato un modello basato su diritti, partecipazione e lavoro, dall’altro uno fondato su mercato e disuguaglianze.
La scelta, conclude Landini, dipende dalla capacità di mobilitazione e partecipazione: «O si fonda sulla democrazia e sulla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori o non sarà una strategia all’altezza del cambiamento».
E rilancia: «È il momento di essere protagonisti del cambiamento del nostro Paese».
→ Rivedi la diretta dell’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Cgil “Valore al Lavoro”





