La piattaforma unitaria presentata da Cgil, Cisl e Uil alle controparti è stata al centro dell'intervento del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al XIX Congresso nazionale della Uil. Un risultato che, ha sottolineato, molti ritenevano difficile da raggiungere: “Tanti fuori di noi sono rimasti sorpresi e non pensavano che noi insieme saremmo riusciti a fare questa cosa”.
Per Landini l'obiettivo è chiaro: rilanciare la contrattazione per aumentare salari, contrastare la precarietà e rafforzare i diritti. “Il contratto nazionale deve essere quello strumento che non solo tutela il potere d'acquisto rispetto all'inflazione, ma aumenta il valore reale dei salari”, redistribuendo una parte della ricchezza prodotta dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Tra i temi centrali della piattaforma unitaria ci sono anche salute e sicurezza, formazione e partecipazione. La Cgil chiede l'estensione dell'elezione dei rappresentanti per la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro e il riconoscimento di almeno 40 ore annue di formazione retribuita. “Dovremmo arrivare a conquistare che dentro il normale orario di lavoro ci siano ore in cui si è pagati perché si studia, ci si aggiorna e si migliora la propria professionalità”.
Ampio spazio anche all'intelligenza artificiale e alle trasformazioni del lavoro. “La tecnologia non è neutra”, ha affermato Landini, rivendicando il diritto del sindacato a partecipare alle scelte organizzative e tecnologiche fin dalla fase di progettazione. Una sfida che il leader della Cgil considera “una nuova frontiera democratica del fare sindacato”.
Nel suo intervento Landini ha inoltre rilanciato la battaglia contro i contratti pirata, chiedendo regole certe sulla rappresentanza sindacale, e ha denunciato le disuguaglianze del sistema fiscale: “Non è più accettabile che un lavoratore arrivi a pagare il 43 o 45 per cento di tasse e che i profitti siano tassati al 24 per cento”.
Nella parte conclusiva ha richiamato la necessità di una nuova politica industriale, di maggiori investimenti pubblici e privati e della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Un passaggio finale è stato dedicato ai giovani e alla precarietà: “Il problema non è cosa fanno i giovani, il problema è cosa facciamo noi che i diritti ce li abbiamo per estenderli a quelli che non ce li hanno”. Per Landini, solo rafforzando solidarietà, partecipazione e unità sindacale sarà possibile dare risposte concrete al mondo del lavoro.





