Oltre centomila persone a Roma per la manifestazione nazionale de La Via Maestra. Dal palco di Piazza del Popolo il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha rivendicato il carattere unitario della mobilitazione, che ha visto insieme lavoratori, studenti, pensionati, associazioni e movimenti sociali, e ha annunciato una nuova fase di iniziativa: “Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese”.

Landini ha definito quella di oggi “una piazza che unisce”, capace di mettere insieme le vertenze del lavoro, le battaglie per il diritto alla casa, la difesa della sanità pubblica e dell’istruzione. “È il momento di riprenderci la parola, la democrazia la si difende praticandola, non rinunciando, non abbassando mai la testa e mettendo al centro la persona, non il mercato, non il profitto”, ha affermato.

Al centro dell’intervento il tema delle diseguaglianze sociali e del potere d’acquisto eroso dall’inflazione. “Vogliamo stipendi che ci facciano vivere con dignità, una pensione che permetta di vivere con dignità, una sanità pubblica che funzioni e il diritto alla conoscenza”, ha detto il leader della Cgil, denunciando l’aumento della povertà lavorativa e la difficoltà di accesso alla casa per molte famiglie e molti giovani.

Mentre “la condizione di vita e di lavoro delle persone è peggiorata”, l’esecutivo sarebbe impegnato in riforme istituzionali e nell’autonomia differenziata invece che nel rispondere alle emergenze sociali. “Noi alla nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dall’antifascismo, non rinunceremo mai”, ha dichiarato Landini, contrapponendo il modello di una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sulla giustizia sociale a quello che ha definito il rischio di una deriva autoritaria e mercatista.

Ampio spazio è stato dedicato ai temi internazionali. Landini ha collegato l’aumento del costo della vita all’esplosione dei conflitti e ha rilanciato una netta posizione contro il riarmo: “La sicurezza non è armi. È una balla colossale raccontare che per essere più sicuri dobbiamo tutti riarmarci”. Il segretario della Cgil si è detto d’accordo “senza se e senza ma” con l’appello di Papa Leone per una “pace disarmata e disarmante”, sostenendo che la politica e la diplomazia debbano tornare a prevalere sulla logica della guerra.

Tra le proposte avanzate, un grande piano di investimenti nelle fonti rinnovabili e nell’autonomia energetica, indicata come la vera sicurezza strategica per l’Europa e per il Paese. “La vera sicurezza è l’autonomia energetica”, ha sostenuto Landini, chiedendo “un piano straordinario di investimento sulle fonti rinnovabili” capace di creare occupazione, rafforzare la produzione industriale e ridurre la dipendenza energetica.

Il leader della Cgil ha poi richiamato il tema della sicurezza sul lavoro e delle morti nei luoghi di lavoro. “Non è sfortuna, è il modello di fare impresa che uccide, fatto di appalti, subappalti, lavoro nero e precarietà”, ha affermato, chiedendo un cambio radicale delle politiche che negli ultimi anni hanno favorito la precarizzazione del lavoro.

Sul piano economico e fiscale, Landini ha chiesto al governo di intervenire con la prossima legge di bilancio per aumentare salari e pensioni, cancellare il drenaggio fiscale e rafforzare gli investimenti pubblici. Tra le proposte, l’introduzione di un contributo di solidarietà sulle grandi ricchezze: “Se chi ha redditi milionari versasse un contributo dell’1%, si potrebbero avere 25 miliardi da investire in sanità, scuola, affitti e pensioni”.

Nelle conclusioni, il segretario generale della Cgil ha rivolto un appello alla solidarietà tra generazioni. Ricordando di aver iniziato a lavorare in anni in cui la precarietà non era la condizione normale, ha sostenuto che oggi spetti alle generazioni più anziane battersi per i diritti dei giovani. “La solidarietà vera è se quelli che stanno un po’ meglio sono pronti a battersi perché quelli che stanno peggio migliorino la loro condizione”, ha detto.

Da qui l’annuncio finale, accolto dagli applausi di Piazza del Popolo: “Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese, perché noi ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico di cambiamento che rimette al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale. Non ci fermerà nessuno”.


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