E’ stato siglato lunedì 9 marzo un “Avviso comune sullo sviluppo del settore delle TLC” da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil insieme ad Asstel, Assotelecomunicazioni e a Federmanager.
Questa intesa, che arriva in un momento di grande trasformazione tecnologica e digitale, evidenzia la centralità della filiera Tlc, che coinvolge oltre 200.000 lavoratrici e lavoratori.
Contestualmente, il testo mette a fuoco la necessità di affrontare le criticità strutturali che negli ultimi anni hanno inciso su ricavi, investimenti e livelli occupazionali, in uno scenario caratterizzato da trasformazioni tecnologiche sempre più profonde e rapide.
Trovare convergenza su obiettivi e proposte di politica industriale per il settore, non era facile né scontato. Per cui crediamo utile condividere questo importante risultato che, tra le priorità condivise individua:
- la promozione del lavoro qualificato e delle competenze come leva di innovazione, attraverso formazione continua, politiche attive e strumenti bilaterali a supporto delle transizioni occupazionali.
- la trasformazione e il rilancio del comparto del customer care, con il rafforzamento del CCNL tlc quale riferimento contrattuale e strumento per contrastare fenomeni di dumping;
- la definizione di un quadro regolatorio stabile, equo e orientato agli investimenti coerente con la natura strategica rivestita dal settore per il sistema di sicurezza nazionale;
- il rafforzamento delle politiche di sostegno agli investimenti in infrastrutture digitali, anche in chiave di sovranità tecnologica, sicurezza e superamento del digital divide;
- la revisione delle politiche sulle frequenze, con oneri coerenti con la rilevanza strategica del comparto per il sistema Paese e le migliori pratiche europee;
- il riconoscimento delle telecomunicazioni come settore ad alta intensità energetica, per consentire l'accesso a misure di compensazione e supporto.
La fase di transizione digitale, l'irruzione dell'intelligenza artificiale e l'approssimarsi della fine del Pnrr impongono scelte che provino ad indirizzare tutte le risorse economiche disponibili alla formazione continua delle persone e allo sviluppo tecnologico del paese.
Non possiamo permetterci ulteriori ritardi.
L’obiettivo adesso è quello di avviare un confronto strutturato con le istituzioni nazionali ed europee, affinché il settore delle telecomunicazioni possa continuare a svolgere pienamente il proprio ruolo di motore dello sviluppo digitale dell'Italia, mettendo il tema del lavoro al centro dell’attenzione.