Roma, 20 luglio - “In tutta Europa cresce la paura di nuove varianti, sviluppatesi in Paesi poveri nei quali il vaccino non è accessibile. I dati che arrivano delineano infatti un quadro drammatico di crescita esponenziale dell'epidemia. È incredibile che la Commissione Europea si rifiuti di appoggiare la proposta di India e Sudafrica di moratoria temporanea sui brevetti, che, permettendo una produzione in tempi brevi di grandi quantità di vaccini, è l'unica possibilità per garantire alla popolazione europea la protezione necessaria e la messa in sicurezza del resto del mondo”. È quanto si legge nel comunicato del Comitato italiano della Campagna europea “Right2cure. No profit on Pandemic”, di cui la Cgil fa parte, che continua la mobilitazione in previsione del consiglio TRIPs di oggi e del Consiglio Generale OMC del 27 luglio, nel corso dei quali si deciderà se dare ufficialmente avvio alle trattative o respingere definitivamente la proposta di sospensione dei brevetti.“Ad oggi – si ricorda nella nota – oltre cento Paesi appoggiano la richiesta di moratoria, e anche USA, Cina e Russia hanno comunicato la loro disponibilità. La Commissione Europea, nonostante il voto favorevole del Parlamento Europeo del 19 maggio scorso, è rimasta pressoché da sola ad anteporre gli interessi di Big Pharma alla tutela della salute collettiva, assumendosi una responsabilità senza precedenti”.Per questo, si legge infine, prosegue la campagna di raccolta firme, il cui obiettivo è raggiungere le 100.000 in Italia – paese in cui si è arrivati a quota 53.766, superando la soglia minima prevista e aggiudicandosi il primo posto tra i paesi europei – e 1 milione in Europa “per spingere la Commissione Europea a fare tutto ciò che è in suo potere per rendere i vaccini e le cure anti-pandemia un bene pubblico globale, liberamente accessibile a tutti”.→ Scarica il comunicato stampa del Comitato Italiano per l'Iniziativa dei Cittadini Europei “Diritto alla cura. Nessun profitto sulla pandemia”→ Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu→ Per firmare online l’ICE eci.ec.europa.eu