La Legge Nordio non è una vera riforma della Giustizia.

Non migliora il servizio ai cittadini

  • non riduce i tempi dei processi,
  • non aumenta il personale e non regolarizza i precari,
  • non rafforza le garanzie,
  • non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.

È inutile, perché la separazione tra PM e giudici c’è già

  • dopo la riforma Cartabia del 2022, le due funzioni sono separate: meno dell’1% dei magistrati passa dall’una all’altra.

Al contrario, la Legge Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Con un obiettivo preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.

La legge Nordio, con Autonomia differenziata e Premierato, è parte di un disegno più ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica.

Il risultato è una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti.

L’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti.

Per difendere la Costituzione e una Giustizia imparziale votiamo NO al referendum sulla Legge Nordio.

Partecipa, fino al 27 gennaio 2026, alla raccolta firme digitali per la promozione del referendum: firmereferendum.giustizia.it