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Il 10 e 11 marzo si è tenuta una riunione del Comitato esecutivo della CES durante la quale è stata approvata una risoluzione sul conflitto in Medioriente. Il testo contiene un significativo avanzamento sul tema disarmo e armi nucleari, frutto di un emendamento presentato dalla Cgil: “Le violazioni da parte delle grandi potenze minano la legittimità dell'intero ordine giuridico internazionale. Il diritto internazionale deve prevalere sulla forza militare e il dialogo deve prevalere su una corsa incontrollata agli armamenti, in particolare quando si tratta di armi nucleari.”
Approvata nella riunione del Comitato esecutivo del 10-11 marzo 2026
La CES esprime profonda preoccupazione per la continua escalation del conflitto in Medio Oriente e in Iran. Ci uniamo al movimento sindacale globale nel chiedere a tutte le parti una de-escalation, un cessate il fuoco immediato e completo e un ritorno alla diplomazia e al dialogo, nonché il pieno rispetto del diritto internazionale, al fine di evitare ulteriori perdite di vite umane e sofferenze tra i civili e i lavoratori in tutta la regione.
Nessuna risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato l'attacco all'Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Ciò costituisce una violazione del diritto internazionale. Tutti i membri del Consiglio di sicurezza hanno una responsabilità maggiore, in quanto sono stati incaricati di mantenere la pace e la sicurezza internazionali e detengono un potere straordinario, le cui azioni costituiscono un precedente a livello globale. Le violazioni da parte delle grandi potenze minano la legittimità dell'intero ordine giuridico internazionale. Il diritto internazionale deve prevalere sulla forza militare e il dialogo deve prevalere su una corsa incontrollata agli armamenti, in particolare quando si tratta di armi nucleari.
L'azione militare unilaterale intrapresa dagli Stati Uniti e da Israele, seguita dalla rappresaglia dell'Iran contro Stati indipendenti, costituisce una grave violazione dell'ordine internazionale basato sulle regole.
Ci uniamo all'Internazionale dell'Educazione nella sua condanna specifica dei bombardamenti che hanno colpito due scuole il 28 febbraio. I bambini, gli insegnanti e le scuole non devono mai essere obiettivi militari. L'uccisione e il ferimento di studenti e insegnanti costituiscono una violazione intollerabile dei diritti umani e una grave violazione del diritto internazionale umanitario.
La CES esprime, inoltre, la propria solidarietà alla Confederazione Sindacale Araba (ATUC) della CSI e ai suoi membri, di fronte agli attacchi di ritorsione dell'Iran che non fanno altro che mettere ulteriormente in pericolo la vita dei civili e aggravare l'instabilità.
La CES esprime profonda preoccupazione per la situazione in corso in Libano e condanna l'aggressione da parte di tutte le parti in causa, che sta avendo conseguenze dirette sui lavoratori in un contesto già gravemente deteriorato.
In linea con la sua risoluzione "La CES esprime solidarietà alla democrazia iraniana e al movimento dei lavoratori", la Confederazione Europea dei Sindacati ribadisce la propria condanna delle azioni del regime iraniano contro il proprio popolo e la sua repressione attiva dei lavoratori e dei sindacalisti. Ribadiamo la nostra solidarietà ai lavoratori, ai sindacalisti e ai movimenti democratici in Iran che lottano per i diritti umani, la democrazia, la dignità e la giustizia sociale, nonostante la repressione, le difficoltà economiche e la violenza. I sindacati sostengono con fermezza la tutela dei diritti democratici, delle libertà e dello Stato di diritto in tutto il mondo. Chiediamo al regime di porre immediatamente fine alla brutale oppressione e ai crimini contro le donne e le ragazze. Chiediamo la revoca del divieto di sindacati liberi e indipendenti e il rilascio dei sindacalisti e dei difensori dei diritti umani. Chiediamo la fine delle violenze, delle persecuzioni e delle esecuzioni, per il pieno rispetto dei diritti umani. In linea con le risoluzioni precedenti, la CES chiede la cessazione delle violenze in Cisgiordania e condanna l'accelerazione dell'annessione illegale della Zona C.
La CES avverte che questo conflitto regionale ha gravi conseguenze per le economie della regione, con un aumento della disoccupazione e della povertà, e mette a rischio i diritti dei lavoratori, compresi quelli dei lavoratori migranti.
I sindacati ribadiscono che la pace duratura, il rispetto del diritto internazionale, il multilateralismo e la diplomazia, nonché la giustizia sociale sono fondamenti essenziali per garantire la stabilità e la prosperità a livello nazionale e internazionale. L'Unione europea e i suoi Stati membri devono quindi riaffermare il loro sostegno e difendere l'ordine giuridico internazionale e il diritto internazionale, e devono impegnarsi nella diplomazia per raggiungere un cessate il fuoco rapido, lavorare per una pace duratura e garantire il pieno rispetto dei diritti umani, compresa la libertà di associazione, nella regione. L'UE deve inoltre garantire pieno sostegno e solidarietà a Cipro.
I sindacati devono essere coinvolti nei processi volti a porre fine al conflitto e a costruire una pace fondata sulla giustizia sociale.
Il conflitto in corso ha conseguenze dirette anche sui lavoratori e sulle industrie in Europa. Le crescenti tensioni geopolitiche stanno già causando un aumento dei prezzi dell'energia, che graverà in modo sproporzionato sui lavoratori, i quali stanno affrontando una crisi del costo della vita. Ciò aumenta l'insicurezza economica, erode i salari reali e le pensioni e rischia di aumentare le disuguaglianze sociali in tutta l'UE.
Invitiamo l'Unione europea e i governi nazionali ad adottare misure urgenti per proteggere le famiglie, i lavoratori e i pensionati dalla volatilità dei mercati energetici, comprese politiche volte a prevenire la speculazione, a rafforzare la tutela dei consumatori e a garantire a tutti l’accesso all'energia a prezzi accessibili. La risposta deve basarsi sulla solidarietà sociale, su un forte intervento pubblico e su un'equa distribuzione dei costi. Gli sviluppi sottolineano l'urgente necessità di ridurre le dipendenze strategiche e di rafforzare l'autonomia strategica aperta dell'Europa. Per garantire il futuro economico dell'Europa, è essenziale adottare misure per garantire posti di lavoro di qualità, sostenute da una politica industriale ambiziosa, investimenti significativi e solide condizionalità sociali. È necessario introdurre con urgenza strumenti di gestione delle crisi per proteggere i posti di lavoro e la produzione nei settori minacciati, basandosi sul modello dello strumento SURE.
La CES rimane impegnata a sostenere con solidarietà i nostri sindacati in tutto il Medio Oriente e nel mondo nella loro lotta per la pace, la dignità e la giustizia sociale






