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I sindacati del Labour 7 hanno diffuso una dichiarazione in cui sollecitano i Capi di Stato e di Governo del G7 a contrastare gli squilibri globali intervenendo sulle profonde disuguaglianze di reddito, ricchezza e potere.
Nella dichiarazione chiedono anche un impegno per la pace, la fine dei conflitti e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Il documento evidenzia dati preoccupanti: nei Paesi OCSE il reddito del 10% più ricco è nove volte superiore a quello del 10% più povero, mentre a livello mondiale una piccola élite concentra la maggior parte della ricchezza.
Secondo i sindacati, queste disparità derivano da uno spostamento progressivo di risorse dal lavoro al capitale e richiedono interventi concreti su salari e sistemi fiscali. Tra le proposte principali vi sono l’introduzione di salari minimi adeguati al costo della vita, il rafforzamento della contrattazione collettiva e la creazione di una piattaforma internazionale contro la povertà lavorativa.
L’L7 chiede, inoltre, una tassazione più equa per multinazionali e grandi patrimoni, anche tramite imposte sui profitti straordinari e un coordinamento globale sulle aliquote minime per i più ricchi. Infine, propone la creazione di un organismo internazionale dedicato alle disuguaglianze.
Questi temi saranno al centro del vertice del Labour 7 previsto il 5 maggio 2026 a Parigi (il G7 quest’anno è sotto la presidenza francese) dove sindacati, rappresentanti istituzionali ed esperti discuteranno strategie per promuovere un commercio più equo basato su lavoro dignitoso e dialogo sociale.
→ Dichiarazione “Affrontare gli squilibri globali attraverso la giustizia sociale” in EN e IT






