LIVORNO – La solidarietà internazionale, i diritti umani e la questione palestinese sono stati al centro dell'intervento di Mona Abuamara, ambasciatrice dello Stato di Palestina in Italia, intervenuta a Livorno nell'ambito delle celebrazioni per il 125° anniversario della Fiom Cgil.
Aprendo il suo intervento, Abuamara ha ringraziato la Fiom, la Cgil e il mondo del lavoro per il sostegno espresso nei confronti del popolo palestinese.
«In tempi orribili in cui molte istituzioni hanno scelto il silenzio, la Fiom, i lavoratori, le lavoratrici e tanti con loro hanno scelto di stare dalla parte giusta, dalla parte della Palestina», ha dichiarato. «La Fiom ha dimostrato che la solidarietà non è soltanto una parola, che la lotta per i diritti dei lavoratori è la lotta per i diritti umani, è la lotta per la dignità».
L'ambasciatrice ha quindi denunciato la disparità di trattamento della comunità internazionale nei confronti della questione palestinese, sostenendo che il rispetto del diritto internazionale non dovrebbe essere oggetto di interpretazioni diverse a seconda dei contesti.
«Non c'è niente di complesso nel non uccidere i bambini, non c'è niente di complesso nell'opporsi alla fame imposta a un intero popolo e niente di complesso nell'insistere perché sia attuato il diritto internazionale. Non è un problema di complessità ma di volontà politica», ha affermato.
Nel suo intervento Abuamara ha richiamato la situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, parlando di «genocidio», «pulizia etnica» e «occupazione», e accusando Israele di perseguire «un progetto per la pulizia etnica del popolo indigeno dalla sua terra».
Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato al tema della solidarietà internazionale e all'iniziativa del Comune di Livorno di installare una targa in memoria dei bambini di Gaza.
«Quella targa ricorda a noi, ricorda a tutti i bambini palestinesi e ricorda a Israele che noi non siamo soli», ha detto.
Nelle conclusioni, Abuamara ha richiamato il ruolo storico dei movimenti popolari e sindacali nei processi di cambiamento sociale, citando le mobilitazioni contro la schiavitù, l'apartheid e il fascismo come esempi della forza dell'impegno collettivo.
«La storia ci ha insegnato che le persone sono la forza per cambiare», ha affermato. «Sappiamo che voi avete un enorme potere».
Da qui l'appello finale rivolto ai delegati e ai partecipanti all'iniziativa: «Per favore non smettete di alzare la vostra voce per il mio popolo. Continuate ad alzare la vostra voce fino a che il genocidio sia finito, fino a che la pulizia etnica sia finita, fino a che l'occupazione della Palestina non sia finita».





