Il Forum Politico di Alto Livello per lo Sviluppo Sostenibile (acronimo inglese HLPF) si è riunito a New York, dal 7 al 15 luglio del 2026, per monitorare l’attuazione dell’Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità. Si è svolto, come di consueto, sotto gli auspici del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite, che riunisce governi, settore privato e società civile per discutere dei progressi raggiunti.

Trentasei paesi hanno presentato le proprie Revisioni Nazionali Volontarie (VNR) in merito ai passi realizzati per il raggiungimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. I sindacati e la società civile hanno messo in luce la necessità urgente di contrastare il lavoro precario, i salari bassi e le protezioni del lavoro basse.

Nel rapporto generale presentato dalla Confederazione Sindacale Internazionale, in rappresentanza del Workers and Trade Unions Major Group del Forum Politico 2026, i sindacati hanno sostenuto che il contesto internazionale è caratterizzato da una policrisi globale interconnessa che sta mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. In particolare, l’Obiettivo n° 8, relativo al lavoro dignitoso e alla crescita economica rappresenta il fattore trainante dello sviluppo sostenibile per il quale chiede un Nuovo Contratto Sociale, che metta al centro della politica globale i lavoratori, i diritti, l’uguaglianza e la democrazia. Il rapporto, nell’analisi condotta dell’Obiettivo n° 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari), 7 (energia pulita e accessibile), 9 (imprese, innovazione e infrastrutture), 11 (città e comunità sostenibili) e 17 (partnership per gli obiettivi) e grazie agli esempi forniti dai sindacati nel mondo, dimostra che non può essere raggiunto senza il lavoro dignitoso, servizi pubblici e dialogo sociale solidi e solidarietà internazionale.

In risposta al rapporto di Revisione Nazionale Volontaria presentato dal Governo italiano, CGIL, CISL e UIL hanno elaborato congiuntamente un rapporto ombra sugli OSS, evidenziando che la loro attuazione continua ad essere frammentata, sottofinanziata e largamente escludente nei confronti dei lavoratori nelle fasi decisionali. Anche se il Governo italiano fa riferimento all’Obiettivo n°8 nel PNRR, i progressi realizzati sul lavoro dignitoso sono stati limitati, i salari hanno continuato a diminuire, il lavoro precario ad aumentare, così come la povertà e la disuguaglianza di genere, l’azione per il clima è stata debole e le violazioni dei diritti sindacali ripetute. I sindacati segnalano l’assenza di un autentico dialogo sociale sull’attuazione degli OSS, sulla transizione giusta e sulle principali riforme politiche, e chiedono maggiori tutele per i lavoratori, salari dignitosi, un potenziamento dell’ispezione del lavoro, misure più ambiziose per la parità di genere, un sistema universale di lotta alla povertà e un dialogo sociale istituzionalizzato per porre il lavoro dignitoso e i diritti dei lavoratori al centro dello sviluppo sostenibile.

Durante il dibattito dei lavori il segretario confederale della CGIL, Christian Ferrari, è intervenuto a nome della Confederazione Sindacale Internazionale e della società civile.

Il segretario confederale Christian Ferrari ha affermato: “In Italia, il lavoro precario è diventato un fenomeno strutturalmente diffuso, accompagnato da una stagnazione salariale che ha portato al fenomeno dei “lavoratori poveri”. Un problema cruciale è la mancata attuazione della direttiva UE sul salario minimo. L’impatto è particolarmente evidente nell’economia delle piattaforme, dove la flessibilità del lavoro troppo spesso si traduce in precarietà e mancanza di tutele”.