Cosa vuol dire “insularità”? Perché trattarla come una specificità a parte dentro il mondo sindacale? Quali sfide bisogna articolare e a quali bisogna dare risposta come sindacati con l’ambizione e la responsabilità di rappresentare e organizzare i lavoratori e le lavoratrici in un contesto come quello insulare, reso ancora più difficile dalle attuali circostanze?

Per rispondere a queste e ad altre domande, il 24 e 25 febbraio 2026 a Palermo si sono riuniti 27 rappresentanti di CGIL Sicilia e CGIL Sarda per l’Italia, CGT Corsica per la Francia, SEK per Cipro e CCOO Baleari, CCOO Canarie, UGT Canarie e USO per la Spagna, nel contesto di un seminario organizzato dall’ETUI, l’istituto di ricerca e formazione sindacale europeo.

Oltre a voler discernere le similitudini e le differenze tra le isole presenti, nel momento in cui si deve fare un sindacalismo utile ed efficace, il seminario ha avuto l’obiettivo di analizzare quali problemi aggiuntivi si delineano agli orizzonti insulari e quali risposte sono già in atto, per comprendere se lottare insieme sia la soluzione migliore.

Cgil Sarda

Attraverso un percorso pedagogico di alto livello garantito dall’ETUI, si sono costruite collettivamente le risposte a queste domande. Cominciando dalla percezione della propria realtà generosamente raccontata e messa a disposizione di tutti, si è potuto tracciare una mappatura comune della pur eterogenea situazione insulare, così come si è potuto costruire un orizzonte di azioni future che la volontà e le risorse sindacali potranno garantire. Ai problemi presenti anche in terraferma come la precarietà delle condizioni di lavoro, la crisi dell’abitare, il cambiamento climatico, la demografia, si aggiungono i problemi specifici come, per esempio, la mobilità più incerta a causa delle infrastrutture insufficienti, e quindi più gravosa per i lavoratori e le lavoratrici.

Le riflessioni collettive hanno in qualche modo propiziato la costruzione di risposte comuni, riassumibili in diverse necessità:

1) elevare anche a livello sindacale europeo la risposta alle esigenze specifiche insulari con un coordinamento tra i diversi sindacati che aiuti a aumentare la coscienza e la conoscenza della situazione per darle la giusta visibilità;

2) concettualizzare l’esistenza di uno spazio specifico transnazionale dell’insularità per rompere le barriere dell’isolamento che si vive nelle diverse isole;

3) creare una rete sindacale per avanzare insieme;

4) garantire il raggiungimento di una convergenza nella qualità del lavoro, nell’accesso ai diritti sociali, politiche specifiche per mitigare il cambiamento climatico, con speciale attenzione alle risorse idriche;

5) costruire meccanismi di compensazione per affrontare i costi superiori derivati dall'insularità in materia di trasporto e mobilità;

6) prevedere strumenti fiscali adeguati.

Ancora una volta gli strumenti di formazione sindacale europei, garantendo qualità, accompagnano momenti di condivisione e mettono in evidenza la necessità di crescita collettiva con obiettivi chiari e comuni per la costruzione di quell’Europa a una sola velocità, ovunque.