Roma, 2 ottobre - “Condividiamo e sosteniamo la protesta dei sindacati dei militari. La proposta di legge Corda rappresenta un vero e proprio passo indietro, anche rispetto alla sentenza 120/2018 della Corte Costituzionale che ha sancito la libertà di associazione sindacale di questa categoria. Sentenza di fatto ignorata dalle varie Amministrazioni, prima tra tutte il Ministero della Difesa, che ha riconosciuto le sigle già costituite ma le esclude dalle convocazioni continuando a relazionarsi con i vecchi Cocer”. Così Cgil, Cisl e Uil nazionali in merito alla mobilitazione del prossimo 7 ottobre dei sindacati dei militari, che manifesteranno davanti a Montecitorio.“Il testo di legge, infatti, rende di fatto inesistente l'esercizio dell’attività sindacale - spiegano - in quanto le materie affidate alla contrattazione fra le Amministrazioni e i sindacati militari escludono gli aspetti ordinari della vita lavorativa in tempo di pace. Inoltre, indica che di fronte a qualsiasi contenzioso sindacale si debba ricorrere al Tar e non, come è normale che sia, al giudice del lavoro”.Per i sindacati confederali “i motivi di tanta resistenza al cambiamento sono soprattutto di natura culturale, dato che abbiamo categorie delle forze dell’ordine sindacalizzate come la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria, modelli da prendere a riferimento per una moderna ed efficace legge di riforma”.“È come se la sentenza della Corte, invece di innescare nella politica il desiderio di recuperare il tempo perduto e farsi perdonare la lunga negazione di un diritto costituzionale - concludono Cgil, Cisl e Uil - avesse rimesso in moto la tenace ostilità al rinnovamento del mondo militare. Fanno dunque bene i sindacati militari a protestare, e noi li sosterremo”.

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