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Martedì 28 aprile si è tenuta l’audizione informale presso le Commissioni riunite VII Cultura e XI Lavoro della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge abbinate C. 1271 Ghirra, C. 1349 Amato, C. 1549 Manzi, C. 2716 Iacono e C. 2771, approvata in un testo unificato dal Senato, recanti istituzione del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità.
Per la Cgil hanno partecipato Valerio Serino, responsabile dell’Ufficio Politiche per il lavoro ed inclusione delle persone con disabilità, Silvia Messori per la Flc Cgil e Andrea Russo per la Fp Cgil.
Di seguito riportiamo la memoria predisposta con il contributo della Confederazione e delle categorie interessate.
L’Assistente all’autonomia e alla comunicazione rappresenta una figura professionale strategica nell’ambito delle politiche per l’inclusione scolastica e sociale. Tale profilo opera a supporto degli studenti e delle studentesse con bisogni educativi connessi alla comunicazione, all’autonomia e all’inclusione, contribuendo in modo qualificato alla rimozione delle barriere che ostacolano la piena partecipazione alla vita scolastica.
L’intervento è finalizzato a promuovere contesti educativi inclusivi, nei quali ogni alunno e alunna possa esercitare in modo effettivo il diritto all’istruzione, sviluppando competenze comunicative, relazionali e di autonomia. Tale figura non si configura in alcun modo come sostitutiva del docente di sostegno o di altri operatori scolastici, ma si inserisce in un’ottica di integrazione funzionale all’interno dell’équipe educativa e multidisciplinare, concorrendo alla definizione e all’attuazione del progetto educativo individualizzato. Inoltre, è una figura fondamentale nella realizzazione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato previsto dal D.lgs. 62/2024.
Alla luce delle criticità rilevate, emerge la necessità di una più puntuale definizione normativa del profilo professionale, dei requisiti di accesso e delle funzioni attribuite agli Assistenti all’autonomia e alla comunicazione. In tale prospettiva, risulta prioritario promuovere percorsi univoci di qualificazione a livello nazionale, al fine di garantire uniformità di intervento e qualità del servizio, assicurando agli alunni e alle alunne con disabilità il pieno esercizio del diritto all’inclusione scolastica.
Secondo i dati ISTAT relativi all’anno scolastico 2023/2024, si registra un incremento significativo del numero di studenti con disabilità iscritti nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, pari a circa 359.000 unità, corrispondenti al 4,5% del totale degli iscritti (+6% rispetto all’anno precedente e +26% negli ultimi cinque anni). Parallelamente, si stimano in poco meno di 80.000 gli Assistenti all’autonomia e alla
comunicazione impegnati nel supporto alle attività scolastiche; tuttavia, solo una quota pari al 4,2% risulta in possesso di competenze nella Lingua dei Segni Italiana (LIS).
Permangono, tuttavia, significative criticità in termini di copertura del servizio: oltre 15.000 studenti necessiterebbero del supporto di tale figura professionale senza poterne attualmente beneficiare. Considerato che il servizio è erogato dagli enti territoriali, la sua diffusione risulta strettamente correlata alla capacità di spesa sociale dei Comuni, determinando una distribuzione disomogenea sul territorio nazionale e incidendo negativamente sull’uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni.
È importante evidenziare, inoltre, come le rivendicazioni del personale, sempre sostenute da questa organizzazione sindacale, abbiano fatto riferimento alla necessità di definire adeguatamente il profilo dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione, accompagnandolo alla necessaria definizione e al relativo stanziamento delle risorse finalizzate all’internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori da parte delle pubbliche amministrazioni coinvolte.
La definizione del profilo dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione deve essere accompagnata da un sistema di formazione coerente, pubblica e di qualità.
In questo senso, è necessario evitare il riconoscimento di percorsi formativi erogati da enti cosiddetti qualificati, che spesso rispondono a logiche di mercato e non garantiscono standard omogenei e adeguati.
La formazione deve essere ricondotta al sistema pubblico di istruzione e formazione, anche al fine di assicurare coerenza con il profilo professionale, uniformità sul territorio nazionale e reale qualità dei percorsi.
Riteniamo in questo senso le proposte di legge approvate al Senato della Repubblica nel testo unificato oggetto della presente un elemento di avanzamento del quadro normativo di riferimento dal punto di vista dell'inquadramento contrattuale, ma non risolutive rispetto alle istanze di internalizzazione presentate dalle lavoratrici e dai lavoratori interessati e sostenute dalla nostra Organizzazione Sindacale che chiamano in causa la diretta responsabilità della Pubblica Amministrazione.
Il provvedimento in esame rappresenta quindi una retromarcia rispetto alla meritoria ipotesi di internalizzazione degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione precedentemente prospettata con il disegno di legge n. 236 depositato al Senato della Repubblica.
Come già accennato all’inizio, è necessario esplicitare, già nel testo di legge, le diverse competenze dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione rispetto al personale docente, curricolare e di sostegno, e al personale ATA, al fine di evitare sovrapposizioni di funzioni e prevenire qualsiasi rischio di riduzione degli organici di diritto, di fatto o in deroga.
È fondamentale prevedere risorse aggiuntive certe e vincolate, finalizzate esplicitamente all’assunzione a tempo indeterminato del personale.
Riteniamo, inoltre, che, per rendere realmente efficace l’intervento normativo, sia indispensabile procedere a una quantificazione puntuale del numero degli assistenti attualmente in servizio e del fabbisogno complessivo, accompagnata da una stima precisa dei costi, al fine di individuare le necessarie risorse aggiuntive.
Un intervento parziale, limitato alla stabilizzazione e all’inquadramento contrattuale di una quota ridotta di personale, rischierebbe di aggravare le disomogeneità territoriali anziché superarle.
Nel merito dei contenuti della proposta di legge C. 2771, con riferimento ai soggetti che possono svolgere l’attività di assistente all’autonomia e alla comunicazione, riteniamo opportuno integrare la qualifica richiesta di educatore professionale socio pedagogico L-19 con quella dell’educatore socio-sanitario L/SNT2, così come mantenere le previsioni di cui alle lettere b), c) e d) del comma 4-bis ma collocandole in un successivo comma che disponga la necessaria salvaguardia della continuità occupazionale del personale in servizio che abbia i requisiti previsti dalle citate lettere b), c) e d) alla data del 31 dicembre 2027, in modo da esaurire tutto il contingente attualmente inserito nei corsi di formazione riconosciuti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. Assume in questo senso valore la meritoria previsione di tutela del personale che ha già svolto le funzioni di assistente all’autonomia e alla comunicazione con un’esperienza minima di trentasei mesi, anche non continuativi, nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, o del possesso del titolo di studio di diploma di scuola secondaria di secondo grado e l’anzianità di servizio di dodici mesi anche non continuativi.
Per quanto riguarda i riferimenti alla contrattazione collettiva nazionale del comparto delle funzioni locali, così come alla necessaria garanzia dell’inquadramento e del relativo trattamento economico e normativo come definito dal medesimo CCNL negli appalti o subappalti di servizi ai sensi dell’articolo 11 del codice degli appalti (d.lgs. n. 36/2023), li valutiamo positivi. Allo stesso modo delle previsioni di specifiche modalità e percorsi assunzionali che cerchino di salvaguardare il personale attualmente già operante, ma è altresì fondamentale prevedere risorse aggiuntive certe e vincolate finalizzate esplicitamente all’assunzione a tempo indeterminato del personale, in aggiunta oltre gli attuali vincoli di spesa che gravano sulla spesa per il personale degli enti locali di cui all’articolo 33 del DL n. 34/2019, senza le quali il diritto all’inclusione scolastica rimarrebbe meramente proclamato e non esigibile.
Concludendo, solo attraverso un intervento organico, sostenuto da un adeguato investimento finanziario strutturale, sarà possibile garantire dignità professionale agli assistenti per l’autonomia e la comunicazione e soprattutto rafforzare concretamente il diritto all’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità.








