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Roma, 23 luglio - “Ancora una volta il Governo sceglie di procedere senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, nonostante il coinvolgimento delle parti sociali sia espressamente previsto dalle stesse direttive europee nella fase di attuazione, così come era già avvenuto con il cosiddetto Decreto Lavoro, che ne aveva anticipato alcuni contenuti”. Lo afferma, in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Maria Grazia Gabrielli, commentando il via libera del Consiglio dei ministri, in esame preliminare, al decreto legislativo di recepimento della direttiva UE 2024/2831 sul lavoro mediante piattaforme digitali.
“Dalle anticipazioni, se confermate - aggiunge Gabrielli - sembra delinearsi un doppio binario: da un lato, un’estensione degli obblighi di informazione per tutte le categorie di lavoratori in materia di controllo algoritmico, tutela della privacy e riesame umano delle decisioni; dall’altro, una limitazione del riconoscimento del lavoro subordinato per quanto riguarda gli aspetti lavoristici e di salute e sicurezza”.
“Sul tema della qualificazione dei rapporti di lavoro - prosegue la segretaria confederale - riemergono le commissioni di certificazione previste dal D.lgs. 276/2003. Occorrerà verificare l’effettiva portata della presunzione legale di subordinazione, anche alla luce della previsione di specifici indici. Due aspetti rilevanti che, se confermati, rappresenterebbero un arretramento e un rischio di esclusione dalle tutele per una parte significativa di lavoratrici e lavoratori”.
“La valutazione potrà essere compiuta solo alla luce del testo definitivo del decreto legislativo. Tuttavia, la mancata previsione di un confronto con le organizzazioni sindacali prima dell’approdo in Consiglio dei ministri rappresenta già una negazione delle modalità di intervento previste dalla direttiva. L’incontro annunciato dalla Ministra per la prossima settimana si configura quindi - conclude Gabrielli - come un confronto tardivo”.






