Roma, 15 settembre - “L’approvazione, in Senato, della controriforma elettorale conferma la concezione proprietaria delle Istituzioni e delle regole da parte delle forze di governo”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari.

“Come accaduto in tema di giustizia - sottolinea il dirigente sindacale - una legge fondamentale per il funzionamento della democrazia viene decisa a colpi di maggioranza, per giunta alla fine della legislatura, e senza tenere in alcun conto i numerosi profili di incostituzionalità sollevati dagli esperti e le gravi preoccupazioni espresse da tante realtà della società civile”.

Secondo Ferrari: “Il merito è non meno problematico del metodo. Si prevede un premio di maggioranza abnorme che, oltre a trasformare una netta minoranza nel Paese in una maggioranza strabordante in Parlamento, consegnerebbe a questa maggioranza artificiale non solo la guida del Governo, ma tutti gli organismi di garanzia, compreso il Presidente della Repubblica”.

“In più - aggiunge il segretario confederale - si prevede l’indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio, comprimendo le prerogative del Capo dello Stato (una sorta di premierato di fatto a Costituzione invariata); non si ripristina un vero voto di preferenza; si cancellano le norme che hanno garantito una significativa presenza femminile in Parlamento; si rende praticamente impossibile la presentazione di nuove liste”.

“Per tutte queste ragioni, la Cgil, come ha già argomentato in sede di audizione parlamentare, ritiene sbagliato un provvedimento che aggrava anziché risolvere la drammatica crisi di rappresentanza che colpisce da tempo la nostra democrazia. E chiede che, prima della sua approvazione definitiva, venga profondamente modificato con il coinvolgimento di tutte le forze politiche”, conclude Ferrari.