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Roma, 3 agosto - “Riteniamo sbagliata e pericolosa la riforma della Corte dei Conti e le depenalizzazioni introdotte dalla legge Foti in materia di danno erariale, silenzio-assenso, responsabilità dei dirigenti e depotenziamento della magistratura contabile. Chiediamo al Governo di fermarsi prima di adottare i decreti attuativi e di aprire un confronto con tutti i soggetti interessati, a partire dai magistrati, che hanno più volte manifestato la propria disponibilità”. Lo dichiarano Alessandro Genovesi e Alessio Festi della Cgil nazionale, in vista del Consiglio dei ministri previsto per domani, che dovrebbe approvare i decreti attuativi della riforma della Corte dei conti.
“Così - aggiungono Genovesi e Festi - si rischia di indebolire i presìdi di legalità sul territorio e di favorire corruzione e abusi negli appalti pubblici, a danno dell'interesse generale, dei cittadini e delle imprese. La riforma va ripensata anche per evitare un aumento delle pressioni e delle ingerenze, a partire da quelle della criminalità organizzata, sui dirigenti pubblici e sulle amministrazioni”.
“In particolare - spiegano Genovesi e Festi - alcune misure contenute nella riforma puntano a deresponsabilizzare il decisore pubblico e a sottrarlo, di fatto, al controllo contabile di un soggetto terzo. E questo proprio dopo l’approvazione della Direttiva Europea anti corruzione, quando il nostro Paese sarà chiamato ad adottare interventi per ripristinare procedure e reati che questo Governo ha eliminato o fortemente depotenziato”.
“Ogni anno - ricordano - la corruzione negli appalti e affidamenti pubblici costa al Paese decine di miliardi di euro sottraendo risorse a scuola, sanità, trasporti, infrastrutture e più in generale ai servizi ai cittadini, lavoratori ed imprese. Se pensiamo che si sono già depenalizzati reati come l’abuso di ufficio e il traffico di influenze, la riforma della Corte dei Conti rischia di contribuire ad un ulteriore aumento della corruzione, in un Paese, l’Italia, passato in soli quattro anni dal 41° al 52° posto nell’indice di percezione della corruzione di ‘Transparency International’ come ci ha ricordato recentemente anche l’Anac”.
“Per questo - concludono Genovesi e Festi - chiediamo al Governo di fermarsi e di aprire un confronto con le parti sociali, gli enti locali, magistrati contabili per migliorare la riforma, potenziando risorse, competenze e tecnologie a disposizione di magistrati e dirigenti pubblici”.






