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Roma, 27 ottobre - “Il Ministro Salvini che tuona contro le regole europee sugli affitti brevi definendole ‘esproprio’ e promettendo di bloccarle ‘con ogni mezzo’, mentre rilancia l'ennesima estensione della flat tax, mostra una totale miopia politica”. Così la segretaria confederale della Cgil Stefania Filetti commenta le dichiarazioni del Ministro di ieri, agli Stati generali degli affitti brevi.
“Salvini si scaglia contro norme che rappresentano il minimo indispensabile, ma insufficiente, per arginare l'impatto devastante dell'overtourism sulle nostre città”, sostiene la segretaria confederale. “L'Unione Europea - spiega infatti - pur riconoscendo il fallimento del libero mercato con i recenti provvedimenti, non è ancora riuscita a incidere sostanzialmente, affidando tutto alla facoltatività dei Comuni, usando parametri troppo rigidi e, soprattutto, omettendo lo stanziamento di risorse pubbliche dirette per l'edilizia residenziale”.
“Intanto - sottolinea Filetti - nelle grandi città a più forte tensione abitativa, i lavoratori, i pensionati e gli studenti vengono letteralmente espulsi dai centri urbani, come drammaticamente certificano anche i dati ufficiali dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) relativi al 2025. Il mercato si sposta drasticamente verso i contratti transitori e brevi a scapito di quelli a lungo termine, riducendo lo stock di case stabili per i residenti. Come evidenziato dai dati del MEF sull'economia non osservata, gli affitti brevi e i falsi contratti concordati cresciuti nel tempo hanno solo spostato l'illegalità fiscale verso l'elusione e l'evasione parziale. Difendere questo sistema - denuncia - significa fare gli interessi delle piattaforme digitali e della rendita parassitaria, calpestando il diritto alla casa di chi lavora. Non si tratta di espropriare i piccoli proprietari, che vanno tutelati, ma di impedire che le nostre città diventino luoghi della rendita e non delle comunità, consegnati alla speculazione immobiliare”.
Filetti aggiunge quindi che “di fronte alle politiche governative e alle timidezze europee, la Cgil contrappone proposte chiare e non negoziabili: un Piano Straordinario di Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale, bloccando le privatizzazioni e favorendo il recupero del patrimonio sfitto in processi di rigenerazione urbana a consumo di suolo zero; una legge quadro nazionale sugli affitti brevi per dare ai sindaci poteri reali di contenimento dell'overtourism, tassando maggiormente gli immobili cronicamente sfitti; il rifinanziamento strutturale del Fondo Affitti e della Morosità Incolpevole, inserendo l'abitare tra i LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) a tutela dei salari e della protezione sociale”.
“Serve - conclude - un cambio di rotta immediato: basta favori alla speculazione, è ora di restituire le città a chi le vive e la abita ogni giorno”.






