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Consulta: CGIL, bene illegittimità requisito lungo soggiorno per bonus bebè e assegno maternità. Ora principi uguaglianza e pari trattamento per Rdc e Assegno unico

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Roma, 12 gennaio - “La CGIL esprime grande soddisfazione per la decisione della Consulta in merito all’illegittimità delle norme che subordinano la concessione alle persone straniere extracomunitarie del bonus bebè e del bonus maternità alla titolarità di permesso per soggiornanti UE di lungo periodo”. È quanto si legge in una nota della CGIL nazionale in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato l'impianto di tali norme lesivo del principio di eguaglianza e della tutela della maternità.

“La nostra Organizzazione – si ricorda – ha da sempre sostenuto che quelle norme andassero corrette e ha insistito in questi mesi perché quella stessa impostazione non fosse reiterata nel decreto legislativo istitutivo dell’Assegno Unico e Universale per i figli, ottenendo un primo parziale risultato nel testo definitivamente approvato”.

“In attesa delle motivazioni della sentenza, auspichiamo perciò che in sede di applicazione della normativa sull’AUUF si addivenga a un completo rispetto e recepimento dei principi di eguaglianza e pari trattamento tra cittadini UE ed extra-UE ribaditi dalla pronuncia odierna, che riteniamo debbano trovare attuazione in tutte le prestazioni di sicurezza sociale, dunque – conclude la CGIL – anche nel Reddito di Cittadinanza, in cui ancora permangono inaccettabili profili discriminatori”.