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Il 14 luglio scorso il Governo ha pubblicato l’aggiornamento dei dati sull’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza come risulta sulla piattaforma ReGis. In particolare:
- il quadro programmatico finanziario è aggiornato al 19 giugno 2026;
- le spese dichiarate dalle amministrazioni titolari sono aggiornate al 30 aprile 2026;
- tutti i restanti dati sono aggiornati al 13 giugno 2026.
La pubblicazione dei dati avviene dopo:
- l’approvazione della settima rimodulazione del PNRR da parte della Commissione europea;
- la pubblicazione degli orientamenti della Commissione europea sulla fase finale del dispositivo per la ripresa e la resilienza;
- la pubblicazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 maggio 2026 con il quale viene completato il quadro del recepimento della revisione del PNRR del 27 novembre 2025;
- la presentazione da parte del Governo il 12 giugno scorso dell’ennesima ed ultima rimodulazione che è all’esame della Commissione;
- il pagamento, il 22 maggio 2026, della nona rata delle risorse PNRR attribuite all’Italia.
Nel frattempo, è in discussione in Parlamento il decreto-legge 107/26 recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti, che rappresenta l’ennesimo provvedimento della legislatura che - con la giustificazione del dover rispettare condizionalità, o approvare riforme, o attuare investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - tratta una pluralità di materie anche non attinenti al PNRR le quali, in una situazione ordinaria, richiederebbero ben altre procedure.
In questo contesto assai complesso, la pubblicazione dei nuovi dati su ReGis consente di effettuare la consueta analisi sullo stato di avanzamento del Piano alla luce delle informazioni presenti sulla piattaforma.
In premessa occorre ricordare che l’Italia ha ricevuto fino ad oggi dall’Unione Europea € 165.987.805.949,00.
Il quadro finanziario programmatico rimane sostanzialmente inalterato: “i progetti in essere” sono pari a poco meno di 47,5 miliardi di euro mentre “i nuovi progetti” sono poco meno di 147 miliardi.
Si conferma pertanto il robusto incremento dei progetti in essere determinato dalla rimodulazione di novembre 2025. Come è noto, i “progetti in essere” sono progetti finanziati con risorse a valere sul bilancio dello Stato per investimenti avviati dall’Italia prima dell’approvazione del PNRR e inseriti nel Piano, in quanto coerenti con gli obiettivi e le condizioni del regolamento istitutivo del dispositivo per la ripresa e la resilienza.
Il numero dei progetti identificati con il cosiddetto Codice Locale di Progetto (CLP) sono 291.398. Ricordiamo che più CLP possono afferire a un codice unico di progetto (CUP). I CUP pubblicati sono pari a 285.944.
A questi numeri occorre aggiungere:
- gli investimenti per il “Rafforzamento dell'Ecobonus per l'efficienza energetica”, cosiddetto Superbonus 110%, che fino al 14 ottobre erano pari a 60.726 progetti;
- i crediti di imposta di “Transizione 4.0” che, in base ai dati forniti dal Governo italiano alla Commissione europea in occasione delle verifiche propedeutiche al pagamento dell’ottava rata, sono pari a 230.193.
Si conferma che su questi due investimenti, a cui si aggiunge la misura rafforzata di Transizione 4.0, per una cifra complessiva di oltre 32 miliardi, oltre il 16% del PNRR, vengono fornite informazioni generiche e di sintesi.
I progetti conclusi sono 181.198 (sommando i progetti con iter concluso, progetti con iter concluso ma solo da previsione, progetti con ultima fase conclusa con iter da completare). I progetti non conclusi sono invece 110.200, di cui 94.013 in corso di esecuzione.
La spesa dichiarata dalle amministrazioni titolari al 30 aprile 2026 è pari a 118,63 miliardi di euro, il 61% del totale. L’incremento della spesa rispetto a dicembre 2025 è di circa 13.97 miliardi di euro, 3.49 miliardi al mese (oltre un miliardo al mese in meno rispetto al trimestre precedente).
Permane la forbice tra spese e pagamenti (aspetto sollevato dalla CGIL anche in sede di Cabina di regia a fine settembre 2025): al 13 giugno 2026 risultavano pari a poco più di 101,89 miliardi di euro. Ricordiamo che vi è una precisa differenza tra spese e pagamenti: la spesa dichiarata viene imputata mensilmente dalle Amministrazioni titolari e registra l’avanzamento finanziario aggregato delle singole misure del PNRR; i pagamenti rappresentano le spese sostenute dai Soggetti attuatori per le attività realizzate (o da realizzare in caso di anticipi) a costi reali o a costi standard.
L’ampia differenza tra risorse ricevute dalla Commissione europea, le spese e i pagamenti sostenuti, fanno presumere in maniera sempre più chiara che, al netto della costituzione di fondi (facility) che potranno essere utilizzati dopo il 2026 - al momento circa 25 miliardi di euro - sono previsti consistenti economie determinate dall’applicazione del principio dei costi non collegati ai finanziamenti. La partita della destinazione di queste eventuali economie si andrà inevitabilmente ad intrecciare con la prossima Legge di bilancio, l’ultima di questa legislatura.
Calano gli investimenti relativi ai lavori pubblici (da quasi 69 miliardi a febbraio scorso a 68,39 a giugno 2026), a testimonianza dei vari definanziamenti operati con le ultime rimodulazioni.
Da un punto di vista delle procedure di assegnazione delle gare, l’affidamento diretto è stato utilizzato massicciamente (quasi 206 mila procedure).
Aggiornamento dei progetti definanziati dalla seconda revisione del PNRR
Sono stati aggiornati anche i dati relativi alle risorse del bilancio dello Stato riguardanti i progetti fuoriusciti dal PNRR a seguito della decisione di esecuzione del Consiglio UE (ECOFIN dell’8 dicembre 2023), che ha definanziato totalmente o parzialmente alcune misure PNRR, finanziandole con risorse nazionali. Le risorse sono quelle individuate con il decreto-legge 19/24.
I progetti monitorati sono 2.700, di cui 2.073 relativi agli “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale” (finanziamento PNRR: 2 miliardi; finanziamento bilancio dello Stato: 1,419 miliardi; finanziamento totale: 4,037 miliardi) e 608 relativi ai “Piani urbani integrati - progetti generali” (finanziamento PNRR: 900 milioni; finanziamento bilancio dello Stato: 1,504 miliardi; finanziamento totale: 2,874 miliardi).
Ricordiamo, infine, che il sistema ReGiS, sviluppato dalla Ragioneria Generale dello Stato, rappresenta la modalità unica attraverso cui le Amministrazioni centrali e territoriali, gli uffici e le strutture coinvolte nell’attuazione possono adempiere agli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati PNRR.
La scelta di quali e quanti dati pubblicare e le modalità di assemblaggio e filtraggio sono il frutto di decisioni assunte unilateralmente dal governo e dall’autorità preposta alla piattaforma. Ciò spiega, da un lato, il fatto che l’estrapolazione fa riferimento a una data di varie settimane antecedente all’ effettiva pubblicazione e, dall’altro, che le informazioni presenti sulla piattaforma sono molte di più di quelle rese pubbliche, al netto dei dati legati alla privacy.
Ribadiamo, pertanto, la necessità di accesso diretto e in tempo reale alla piattaforma ReGiS, a partire dalla tipologia di dati a oggi pubblicati.
Di seguito riportiamo alcune tabelle che sintetizzano i contenuti più rilevanti dei dati pubblicati e il quadro programmatico finanziario del PNRR confrontato con l’avanzamento della spesa.






