Nel 2023 La via maestra diventa il nome di un’alleanza nata per rimettere la Costituzione al centro della vita pubblica. Attorno alla Cgil si ritrovano più di cento organizzazioni, movimenti, associazioni e realtà del civismo attivo. Mondi diversi che scelgono di camminare insieme perché riconoscono la stessa urgenza: difendere i diritti fondamentali, contrastare le disuguaglianze, restituire voce al lavoro, alla salute, all’istruzione, alla pace, all’ambiente e alla democrazia.

Le radici del percorso affondano nell’ottobre 2021, con la Giornata della Partecipazione, quando si comincia a costruire uno spazio comune tra soggetti sociali, sindacali e civici. È il tentativo di non lasciare isolate le battaglie che attraversano il Paese: quella di chi chiede un lavoro stabile, libero e di qualità; di chi difende il Servizio sanitario nazionale pubblico, universale e solidale; di chi denuncia povertà, precarietà, divari territoriali e crisi climatica; di chi vede nella pace una condizione essenziale di giustizia.

Nel 2023 questo lavoro prende corpo nella manifestazione nazionale del 7 ottobre a Roma, “La Via Maestra. Insieme per la Costituzione”. Piazza San Giovanni diventa il luogo in cui storie diverse si riconoscono in una direzione comune. È l’avvio di un’opposizione sociale che vuole essere stabile, orizzontale e partecipata.

Mentre in Italia restano aperte le ferite della sanità, della scuola, del lavoro povero, della libertà di dissentire e manifestare, l’Europa rischia di smarrire la propria funzione di pace e progresso: le guerre si moltiplicano, la corsa al riarmo occupa spazio nel dibattito pubblico.

Nel 2024 La via maestra torna in piazza a Napoli, il 25 maggio, con l’appello “Per un’Italia capace di futuro. Per un’Europa giusta e solidale”. L’alleanza prova a darsi continuità. Si organizza in gruppi di lavoro su welfare, ambiente e lavoro, democrazia e istituzioni. Sul no all’autonomia differenziata costruisce un impegno condiviso, perché la frammentazione dei diritti rischia di colpire soprattutto chi vive nei territori più fragili. Non basta difendere singole conquiste, bisogna ricostruire il terreno comune su cui renderle esigibili per tutte e tutti. Il precario che non arriva a fine mese, la persona anziana che perde l’accesso alle cure, il giovane che teme il collasso climatico, chi chiede pace, accoglienza, lavoro dignitoso e libertà democratiche non abitano lotte separate. Stanno dentro la stessa domanda di futuro.

In anni segnati da muri, solitudini e piccole patrie, la via maestra è il tentativo di stare con le differenze senza cancellarle, con la Costituzione a guidare la strada. Percorrerla significa scegliere da che parte stare: con chi si rassegna alle disuguaglianze o con chi prova, insieme, a cambiarne il corso.