L'invasione russa dell'Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, ha posto la CGIL di fronte a una delle più complesse sfide della propria storia recente: coniugare la ferma condanna dell'aggressione militare con la tradizione pacifista e internazionalista che da sempre caratterizza il sindacato. La Confederazione condannò immediatamente l'attacco della Federazione Russa come una violazione del diritto internazionale e della sovranità di uno Stato indipendente, esprimendo al tempo stesso piena solidarietà al popolo ucraino e chiedendo un'immediata cessazione delle ostilità. Da questa impostazione nasce l'impegno della CGIL nella rete Europe for Peace, un ampio coordinamento che riunisce sindacati, associazioni, organizzazioni del volontariato, movimenti pacifisti e realtà del terzo settore con l'obiettivo di costruire una mobilitazione unitaria per il cessate il fuoco e l'apertura di un negoziato. L'adesione alla rete non significa equidistanza tra aggressore e aggredito: la piattaforma comune condanna esplicitamente l'invasione russa, riconosce il diritto della popolazione ucraina a resistere e chiede contestualmente che l'Italia, l'Unione Europea e le Nazioni Unite promuovano con urgenza una soluzione diplomatica capace di fermare l'escalation del conflitto.
La prima grande iniziativa è stata la manifestazione nazionale del 5 marzo 2022 a Roma, promossa dalla CGIL insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo e a decine di organizzazioni della società civile. Poche settimane dopo l'inizio della guerra, decine di migliaia di persone sfilarono nella capitale per chiedere "cessate il fuoco" e "pace subito", riaffermando il ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della Costituzione italiana.
L'impegno proseguì nei mesi successivi con iniziative territoriali e culmina nella grande manifestazione del 5 novembre 2022, quando la rete Europe for Peace porta nuovamente migliaia di persone nelle strade di Roma sotto lo slogan "Cessate il fuoco subito, negoziato per la pace". La piattaforma della manifestazione denunciava le conseguenze umanitarie, economiche e ambientali della guerra, chiedeva il bando delle armi nucleari e rilanciava la prospettiva di una conferenza internazionale di pace fondata sul principio della sicurezza comune e condivisa. L'esperienza di Europe for Peace rappresenta una delle più significative espressioni dell'internazionalismo sindacale contemporaneo.
Attraverso manifestazioni, campagne di sensibilizzazione e interventi di cooperazione, la CGIL ha riaffermato una concezione della pace non come semplice assenza di guerra, ma come condizione fondata sul rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e della giustizia sociale. In questa prospettiva, l'aiuto al popolo ucraino e la richiesta di una soluzione negoziale sono stati considerati due aspetti complementari di un unico impegno: difendere la dignità delle persone colpite dal conflitto e costruire le condizioni per una pace giusta e duratura.





