Il 28 gennaio 2015 si conclude l'operazione Aemilia con l'arresto di 160 persone in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. E’ la prova di qualcosa che si era intuito da anni, la criminalità organizzata, soprattutto la ‘ndrangheta si è radicata nel Nord Italia.

L’operazione si è conclusa con 177 condanne per oltre 1.500 anni di carcere nell’ottobre del 2018. Un sistema svelato grazie al contributo di almeno tre collaboratori di giustizia, fondamentale per comprendere i meccanismi di radicamento della ‘ndrangheta nel territorio emiliano e la complessa rete di rapporti intessuti con imprenditori, professionisti, giornalisti, funzionari delle banche e delle poste, esponenti delle forze dell’ordine. Interi settori dell’economia sono stati penetrati e posti sotto il diretto controllo della criminalità organizzata. In modo particolare l’edilizia e i trasporti sono risultati tra i più colpiti. Prova ne sia il tentativo di entrare nei lavori della gestione dell’emergenza e della ricostruzione post-sisma del 2012.

La Cgil si è costituita parte civile nel procedimento con l'obiettivo di difendere il tessuto sociale ed economico del territorio emiliano-romagnolo. L'azione legale ha puntato a evidenziare come le infiltrazioni mafiose alterino la libera concorrenza, sfruttino il lavoro nero e calpestino i contratti collettivi. Attraverso le sue sedi provinciali, il sindacato ha costantemente promosso iniziative pubbliche e seminari di approfondimento per mantenere alta l'attenzione della cittadinanza. Questa partecipazione è frutto dell’impegno che da anni la Confederazione porta avanti nel contrasto alle mafie. Insieme ad associazioni come Libera la Cgil difende l’economia sana dalle infiltrazioni criminali e lo fa usando tutti gli strumenti a disposizione: dalle scuole di legalità alle manifestazioni, dal recupero di beni sequestrati alla partecipazione a processi importanti con quello Aemilia. Perché tutelare i lavoratori per la Cgil significa liberarli anche dal giogo delle associazioni criminali che operano al di fuori della legge e dei contratti collettivi, costringendo i lavoratori a salari bassi e turni massacranti.