E’ il 28 febbraio 1986 e nella prima giornata dell’undicesimo Congresso della Cgil, a Roma, Luciano Lama lascia la guida della Confederazione. La sconfitta referendaria sulla scala mobile è decisiva: i tempi sono cambiati e anche la Cgil ha bisogno di qualcosa di diverso. A prendere il posto di Lama è Antonio Pizzinato, nato a Fiaschetti di Caneva nel 1932, emigra a Sesto San Giovanni nel dopoguerra e lavora come operaio metalmeccanico alla Breda.

Pizzinato incarna una delle figure più autenticamente legate alla tradizione del movimento operaio italiano. La sua formazione sindacale si sviluppa nelle fabbriche e nelle lotte degli anni Cinquanta e Sessanta, fino a diventare uno dei dirigenti più autorevoli della Fiom e successivamente della CGIL. La sua storia personale racconta l’ascesa di una generazione di sindacalisti cresciuti direttamente nei luoghi di lavoro e profondamente radicati nella cultura della rappresentanza collettiva. Quando assume la guida della Confederazione, il sindacato si trova di fronte a sfide inedite. La sconfitta nel referendum sulla scala mobile del 1985 ha lasciato ferite profonde.

La rottura con Cisl e Uil ha indebolito l’unità sindacale costruita negli anni Settanta, mentre il mondo del lavoro è in rapida evoluzione. Le grandi concentrazioni operaie perdono centralità, aumentano i processi di ristrutturazione industriale e cominciano ad emergere nuove forme di occupazione meno tutelate e più frammentate.

La segreteria di Pizzinato si contraddistingue per la ricerca di una nuova strategia sindacale capace di tenere insieme la difesa dei diritti acquisiti e la comprensione delle trasformazioni in corso. Il suo obiettivo principale è quello di ricostruire un dialogo unitario con le altre organizzazioni sindacali, nella convinzione che la divisione avesse indebolito la capacità di rappresentanza dell’intero movimento dei lavoratori. In questo senso, la sua leadership si distingue per uno stile meno conflittuale e più orientato alla mediazione rispetto alla fase precedente. La segreteria di Pizzinato dura solo 2 anni, nel 1988 lascia la guida della CGIL a Bruno Trentin.

Il passaggio avviene in un clima di continuità ma anche di rinnovamento. Se la segreteria di Lama ha rappresentato il sindacato protagonista delle grandi battaglie degli anni Settanta e quella di Trentin avrebbe accompagnato la Confederazione nella stagione della concertazione e delle profonde riforme degli anni Novanta, la leadership di Pizzinato svolge una funzione di raccordo tra queste due epoche.