«Noi il regime di Maduro non l’abbiamo mai difeso». Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, è intervenuto a diMartedì su La7 rispondendo alle accuse rivolte al sindacato di aver sostenuto il governo venezuelano.
Landini ha ribadito con fermezza la posizione della Cgil contro ogni forma di autoritarismo: «Le dittature e le autocrazie non le abbiamo mai difese da nessuna parte». A sostegno di questa affermazione, ha ricordato che al congresso della Cgil sono stati invitati anche sindacati venezuelani, «alcuni dei quali sono arrestati lì dentro».
Il leader sindacale ha poi spiegato le ragioni della mobilitazione contro l’operato dell’amministrazione statunitense: «Siamo scesi in piazza perché quello che ha fatto Trump è pericoloso». Secondo Landini, infatti, l'intervento americano non ha prodotto alcun cambiamento reale a beneficio del popolo venezuelano: «Il governo che c’è è quello che c’era prima e, guarda caso, con quel governo si stanno facendo interessi sul petrolio e non si sta pensando al popolo venezuelano».
Al centro dell’intervento anche la difesa del diritto internazionale, ritenuto un presidio fondamentale di democrazia e pace: «Se il diritto internazionale non esiste più, viene meno la regola minima della democrazia». Landini ha espresso una forte preoccupazione per lo scenario globale: «Ho paura che si vada verso la guerra, perché quando la logica diventa quella per cui il più forte può fare quello che gli pare e non ci sono più regole, il rischio è enorme».
Da qui l’appello alla mobilitazione democratica: «Dobbiamo scendere in piazza per difendere le democrazie contro quelle culture autoritarie e le dittature». E ha concluso respingendo ogni accusa strumentale: «Lezioni non ne accettiamo, e nemmeno strumentalizzazioni sulla nostra posizione».





