Aumentare i salari è oggi una priorità assoluta. È quanto ribadisce il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, a margine dell’Assemblea di Confindustria, sottolineando come l’emergenza salariale nel Paese richieda interventi concreti e immediati.

Parlare di aumento degli stipendi significa affrontare alla radice il problema della precarietà del lavoro - ha argomentato Landini -, restituire equità attraverso una riforma fiscale degna di questo nome e mettere in campo veri incrementi salariali. Tuttavia, ha aggiunto il leader della CGIL, manca ancora una risposta chiara da parte del Governo. Anche nel corso dell’assemblea, infatti, il tema è stato richiamato solo in parte, senza indicazioni precise su come intervenire.

Una mancanza che pesa, soprattutto considerando che, mentre si continua a discutere di burocrazia, non si investe sugli stipendi di chi lavora e dovrebbe rendere più efficiente la macchina amministrativa. Per Landini, questo rappresenta un nodo centrale ancora irrisolto.

Accanto al tema dei salari, emerge con forza anche quello delle politiche industriali ed energetiche. Sui principi generali c’è condivisione, ma per la CGIL il punto cruciale resta il tempo: la crisi energetica è in corso e non può essere affrontata con soluzioni proiettate tra decenni. Gli investimenti sulle fonti rinnovabili devono partire subito, insieme alla costruzione di una filiera produttiva nazionale in grado di ridurre la dipendenza dall’estero.

È proprio questa urgenza che, ha sottolineato Landini, non è stata adeguatamente colta. Serve evitare logiche di campagna elettorale e concentrarsi su risposte concrete, perché i problemi vanno affrontati ora, non rinviati nel tempo.

Infine, il segretario della CGIL richiama il livello europeo, indicando la necessità di superare definitivamente le politiche di austerità. Una linea sostenuta dal Governo Meloni ma che il sindacato non ha mai condiviso e che oggi appare anacronistica di fronte alle sfide economiche e sociali in atto. Per Landini, è il momento di avviare una stagione di investimenti straordinari, anche ricorrendo al debito pubblico, sul modello di quanto già avvenuto con il PNRR.

Investimenti che devono servire a rafforzare i servizi e sostenere il lavoro, non a comprimere ulteriormente la spesa sociale. È su questo terreno che, conclude, le organizzazioni sindacali stanno già conducendo una battaglia che considera decisiva per il futuro del Paese.


Estratto video Lapresse.it