«Non c'è più tempo da perdere». È il messaggio lanciato dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che torna a chiedere una soluzione industriale e occupazionale per il settore dell'acciaio, ribadendo la proposta avanzata da tempo dal sindacato unitario dei metalmeccanici con il sostegno delle confederazioni.
Secondo Landini, è necessario prevedere una presenza e un intervento pubblico nella società che dovrà garantire il futuro della produzione siderurgica, accompagnando gli investimenti necessari per superare il modello degli altoforni senza rinunciare alla produzione di acciaio nel Paese. Una scelta che, ha sottolineato, è fondamentale per salvaguardare l'occupazione ed evitare un progressivo indebolimento dell'intero comparto.
Il leader della Cgil ha ricordato come la vertenza riguardi almeno 20mila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia e coinvolga un settore strategico per un Paese che intende mantenere una solida base industriale. Per questo, ha ribadito la necessità di una politica industriale pubblica capace di sostenere investimenti, tutelare l'occupazione e qualificare il lavoro.
La Cgil conferma quindi le richieste avanzate negli ultimi mesi e avverte che non è disponibile ad accettare soluzioni che comportino un ridimensionamento delle attività produttive o che, di fatto, ne determinino la chiusura. Per il sindacato, il rilancio della siderurgia passa attraverso investimenti, innovazione dei processi produttivi e un ruolo attivo delle istituzioni nel garantire prospettive industriali e occupazionali di lungo periodo.





