Milano celebra i 120 anni della Cgil guardando al futuro. Aprendo la due giorni dedicata all’anniversario della Confederazione, il segretario generale Maurizio Landini ha legato la memoria della storia sindacale alle grandi trasformazioni del presente, dall’intelligenza artificiale alla transizione ecologica, dalle disuguaglianze alle guerre, rivendicando il ruolo del lavoro come soggetto di cambiamento sociale.
“La CGL nasce proprio per dare voce al lavoro nel momento di una grande trasformazione”, ha ricordato Landini, richiamando le ragioni che nel 1906 portarono alla fondazione della Confederazione. Una scelta che metteva al centro “la dignità della persona, la realizzazione e la libertà della persona, per combattere lo sfruttamento e affermare un modello sociale fondato sulla giustizia sociale”.
Il mondo si trova oggi davanti a un passaggio storico altrettanto profondo: innovazione tecnologica, cambiamento climatico e transizione demografica si intrecciano con una fase segnata da conflitti e tensioni globali. Per questo, ha sottolineato il segretario della Cgil, il compito del sindacato è fare in modo che “questi cambiamenti non siano subiti, ma vedano lavoratrici e lavoratori protagonisti di questo cambiamento”.
Ampio spazio è stato dedicato al tema delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Landini ha messo in guardia dalla concentrazione del potere economico e della conoscenza nelle mani di pochi grandi soggetti privati, ricordando che “la tecnologia non è neutra: dipende chi la governa, chi la progetta, chi la controlla e per quali fini viene utilizzata”. Da qui la richiesta che il mondo del lavoro partecipi non solo all’utilizzo, ma anche alla progettazione e alla definizione delle finalità delle innovazioni tecnologiche.
“Nell’era dell’intelligenza artificiale è il lavoro delle persone, l’intelligenza delle persone che deve rimanere al centro del governo di questi processi”, ha affermato, denunciando il rischio che il mercato e il profitto prevalgano sulla democrazia e sulla partecipazione.
Nel suo intervento Landini ha anche collegato i temi della transizione energetica e della pace, contrapponendo un modello fondato sulle fonti fossili, spesso al centro di tensioni geopolitiche e conflitti, a uno basato sulle energie rinnovabili. “Sole, acqua, vento non sono proprietà di nessuno, sono risorse di tutti”, ha osservato, indicando nella diffusione delle fonti rinnovabili una leva per costruire un modello di sviluppo più democratico, sostenibile e meno esposto alle logiche di guerra.
Guardando al ruolo del sindacato, il segretario generale ha insistito sulla necessità di rafforzare la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali. “Ho bisogno che la contrattazione avvenga prima che vengano prese le decisioni”, ha detto, sostenendo che il sindacato debba intervenire nella fase in cui si progettano le innovazioni tecnologiche e le trasformazioni organizzative, per evitare che i cambiamenti vengano semplicemente subiti.
In conclusione, Landini ha spiegato che la celebrazione dei 120 anni della Cgil non è un esercizio di memoria, ma un’occasione per rilanciare una prospettiva di futuro. “Non vogliamo solo festeggiare i 120 anni, ma indicare la possibilità di un futuro per il lavoro, per le nuove generazioni e per un mondo diverso, fondato davvero sulla libertà, sulla democrazia e sulla giustizia sociale”. Una sfida che, nel solco della storia della Confederazione, punta a rimettere il lavoro al centro delle trasformazioni economiche e sociali del nostro tempo.
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