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Ripartizione risorse lotti bando “Piano Italia 5G”

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Sono stati pubblicati il 21 marzo 2022 gli ultimi due bandi previsti dalla Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga – “Verso la Gigabit Society”, approvata il 25 maggio 2021 dal Comitato interministeriale con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione, fisse e mobili e finanziato con le risorse del PNRR.
Si tratta di due gare per quasi due miliardi di fondi pubblici complessivi, relativi al “Piano Italia 5G” con le quali si punta a rilegare in fibra ottica più di 10.000 siti radiomobili esistenti e a realizzare nuovi impianti in oltre 2.000 aree entro il 2026.

  • Il primo, “Bando per la concessione di contributi pubblici nell’ambito del Piano Italia 5G per la realizzazione di rilegamenti in fibra ottica di siti radiomobili” (backhauling), prevede la concessione fino a un massimo del 90% delle spese ammissibili, per un valore totale di contributo pari a euro 949.132.899, suddiviso nei seguenti sei lotti territoriali: 

  • Il secondo, “Bando per la concessione di contributi pubblici nell’ambito del Piano “Italia 5G” per la realizzazione di nuove infrastrutture di rete idonee a fornire servizi radiomobili con velocità di trasmissione di almeno 150 Mbit/s in download e 30 Mbit/s in uplink” finanzia la costruzione e la gestione di nuove infrastrutture mobili che devono garantire velocità di trasmissione, in condizioni di punta del traffico, di almeno 150 megabit al secondo in downlink e 30 Mbit/s in uplink. Il valore economico massimo del contributo concesso è pari ad euro 974.016.970. Anche in questo caso la concessione del contributo potrà essere al massimo pari al 90% delle spese ammissibili e verrà suddiviso nei seguenti sei lotti territoriali: 

In entrambi i casi il modello scelto dal ministero dell’Innovazione tecnologica è ancora una volta quello a incentivo.
Gli operatori, che potranno presentarsi in forma individuale o associata, saranno rimborsati fino al 90% delle spese e manterranno la proprietà delle infrastrutture.
Il criterio per l’aggiudicazione dei lotti è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con condizioni per gli operatori molto meno stringenti rispetto a quelle presenti negli altri bandi.
Permane tuttavia un sistema di penali nel caso di ritardi o inadempienze (in caso di mancato raggiungimento di una o più delle scadenze intermedie, fissate su base semestrale, scatterà una riduzione del contributo dovuto per ogni area non coperta e nel caso in cui per ciascuna scadenza intermedia non venga connesso almeno il 70% dei siti previsti, Infratel potrà revocare l'intero contributo). La deadline per il completamento dei lavori fissato per il 30 giugno.
Inoltre, a differenza di quanto accadeva con i bandi relativi ai precedenti Piani (“Italia a 1Giga”, “Sanità connessa” e “Scuola connessa”) per i quali era fissato un tetto massimo di lotti aggiudicabili, in questo caso gli operatori possono presentare offerte destinate a un solo lotto, ad alcuni o a tutti i lotti posti a gara, senza alcun vincolo di aggiudicazione.
La scadenza del termine per la presentazione delle offerte è fissata per il 27 aprile 2022, alle ore 13:00, mentre l’attuazione del Progetto di investimento avrà inizio a decorrere dalla data di sottoscrizione della Convenzione e si concluderà entro il 30 giugno 2026.
Entro metà agosto inoltre gli aggiudicatari dovranno trasmettere a Infratel un piano delle realizzazioni.

La roadmap fissata prevede che già entro il 2024 dovrà essere completato il 40% delle aree e il 65% dei siti radiomobili da collegare in backhauling.
Nel frattempo, il gruppo di imprese system integrator-reti Tlc della federazione Anie ha stimato che, a seguito dei 5 bandi Pnrr legati alle infrastrutture digitali (fibra e 5G), ci sarà la necessità di impiegare circa 20mila risorse aggiuntive, tra progettisti, addetti agli scavi, alla posa e alla giunzione delle fibre ottiche, antennisti e tecnici specializzati nell'integrazione delle stazioni radio base.
Riteniamo utile evidenziarlo poiché nella formulazione dei bandi sono presenti tra i criteri di assegnazione quelli relativi all’attribuzione di un punteggio aggiuntivo legato alla qualità di assunzione del personale, agli impegni relativi a inclusione, diversità di genere, persone con disabilità e sostegno a categorie svantaggiate, mentre manca del tutto il riferimento al vincolo per gli aggiudicatari dei bandi di applicare correttamente i CCNL, strumento necessario per garantire la qualità del lavoro che si produce con gli investimenti del PNRR.
Si tratta di un’osservazione già fatta nel corso della nona riunione del Tavolo permanente per il Partenariato, Economico e Sociale, nel corso del quale abbiamo sottolineato la necessità di attivare a tutti i livelli osservatori permanenti con la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, dei rappresentanti delle imprese e delle istituzioni, per misurare la qualità e la quantità dell’occupazione che verrà creata e monitorare periodicamente il rispetto degli impegni assunti dalle imprese vincitrici dei bandi per accompagnare la formazione e il ricollocamento dei lavoratori del settore, tutelare la legalità e la sicurezza nei rapporti di lavoro e contrastare il ricorso al lavoro irregolare nel settore degli appalti di lavori pubblici.
Qualità dell’occupazione e monitoraggio dello stato di avanzamento dei diversi Piani per rendere possibile la verifica sugli impatti sociali ed economici che si determineranno sui diversi territori rappresentano dunque due temi fondamentali sui quali vi chiediamo di vigilare attentamente, chiedendo l’apertura e il mantenimento costante di tavoli di confronto con le Regioni e le Province.