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Decreto Aiuti bis, Nota di commento CGIL

Foto: Marco Merlini
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Il decreto-legge n. 115/2022 “Aiuti bis” (disegno di legge di conversione recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali A.S. 2685) è un provvedimento inadeguato ad affrontare l’emergenza determinata dall’impennata inflattiva per l’aumento dei beni energetici e dalla crisi energetica causata dall’aumento dei prezzi del gas a causa del conflitto in Ucraina scatenato dall’aggressione russa del febbraio scorso.

Nel mese di agosto l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), ha registrato un aumento un aumento dello 0,8% su base mensile e del 8,4% su base annua. Sul versante dei beni energetici i prezzi nel mercato all’ingrosso hanno toccato per il gas 339 euro MWh (ad agosto 2021 era 27,28 euro) e per l’energia elettrica a 740 euro MWh (prezzo unico nazionale) mentre ad agosto 2021 era 112,4.

È evidente che questi dati determinano un impatto sul versante sociale e sul lavoro pesantissimo. Per questo è urgente oltre a misure europee e nazionali di intervento sul mercato dei beni energetici, si rafforzino tutte le misure contenute nel decreto per sostenere il reddito di lavoratori e pensionati e il sistema produttivo. Confermiamo che per quanto riguarda l’esonero contributivo fino a 35.000 euro - strumento chiesto dalla nostra organizzazione - le risorse per sostenere questa misura sono ampiamente insufficienti. Stesso giudizio per quanto riguarda le misure per i pensionati (anticipo del 2% della rivalutazione delle pensioni per il periodo ottobre-dicembre e il riconoscimento anticipato del conguaglio dello 0,2% per il 2022).

È necessario aumentare le risorse disponibili attraverso un ulteriore intervento sugli extra-profitti per finalizzare tali risorse ai redditi di lavoratori e pensionati e alle misure di remunerazione sociale come il bonus energia che chiediamo di potenziare nella platea di destinatari almeno fini a 20.000 euro di reddito Isee. Inoltre, sottolineiamo che nel provvedimento occorre stralciare l’articolo 38 del decreto in oggetto relativo all’introduzione di misure demandate alla contrattazione collettiva nazionale.

Infine segnaliamo la necessità di intervenire per prorogare almeno fino al 31 dicembre 2022 il diritto a fruire del lavoro agile per i lavoratori in condizione di fragilità oltre che per i genitori di figli fino ai 14 anni e per ripristinare le detrazioni fiscali per figli a carico per tutti i nuclei familiari impossibilitati a presentare domanda per l'Assegno Unico e Universale per figli.

→ Nota integrale

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