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Istruzione e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

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Richiamiamo l’attenzione rispetto all’importanza dei temi relativi all’istruzione che assumono oggi valenza generale essendo essi al centro delle iniziative delle forze politiche e sociali, in particolar modo per lo spazio loro dedicato nel PNRR e nel dibattito pubblico.

Nella conferenza stampa del 30 novembre scorso, il ministro dell’istruzione Bianchi, insieme alle ministre Bonetti (Pari opportunità) e Carfagna (per il Sud e la Coesione territoriale), ha illustrato i contenuti di un prossimo decreto con cui si dispone l’utilizzo dei primi 5,2 MLD di euro delle risorse provenienti dal PNRR e destinate al sistema di istruzione.
Si tratta di un primo pacchetto di interventi che utilizza all’incirca un terzo delle risorse complessivamente disponibili (17,59 MLD).

In particolare, il decreto in via di emanazione definisce i criteri di riparto con l’obiettivo di colmare i divari attualmente esistenti, per cui saranno privilegiati i territori con scarsità di infrastrutture e si terrà conto di altri parametri come la densità della popolazione studentesca, i dati relativi alle difficoltà negli apprendimenti e alla dispersione scolastica.
Alle risorse si accederà attraverso specifici bandi che saranno pubblicati su un sito dedicato (pnrr.istruzione.it) attraverso il quale i soggetti interessati (Istituzioni, scuole, Enti locali ma anche singoli cittadini) potranno accedere alle informazioni relative ai progetti, ai finanziamenti, ai singoli bandi potendo anche verificare lo stato di avanzamento dei lavori.

Il nome scelto per il PNRR è “Istruzione Futura, la scuola per l’Italia di domani” a sottolineare l’importanza di queste risorse per la costruzione di un nuovo modello di scuola.
Sono stati già presentati quattro avvisi pubblici e il Piano di riparto alle Regioni delle risorse per la messa in sicurezza delle scuole per un totale di 5,2 miliardi.

In particolare, sono previsti:

  • 3 miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia che saranno così divisi: 2,4 miliardi per la fascia 0-2 anni (il 55,29% di queste risorse andrà al Mezzogiorno) e 600 mln per la fascia 3-5 (40% al Mezzogiorno).

Si tratta della seconda tranche di uno stanziamento complessivo di 4,6 miliardi previsti nel PNRR per questo capitolo.
Secondo il MI, grazie a questo intervento, si realizzeranno complessivamente 1.800 interventi di edilizia scolastica e saranno creati 264.480 nuovi posti per accogliere bambine e bambini, migliorando il servizio offerto alle famiglie a supporto, anche, dell’occupazione femminile.

  • 800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno).

Secondo il MI si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici.

  • 400 milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno).
     
  • 300 milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti.
     
  • 710 milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno).

Valutiamo naturalmente in senso assai positivo il fatto che finalmente si metta mano non solo alla manutenzione ma anche allo sviluppo delle infrastrutture scolastiche, a partire dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia fino alla costruzione di nuove mense e palestre soprattutto nelle zone più deprivate di nostri territori.
Un inizio, che è benvenuto, ma che rimane ben lontano dai traguardi che come confederazione abbiamo indicato da almeno un decennio.
Invece non valutiamo positivamente l’attribuzione delle risorse tramite il sistema dei bandi con scadenze ristrettissime. Infatti tale modalità rischia di accentuare i divari esistenti e sottolinea ancora una volta la rinuncia ad una programmazione e regia coordinata con i livelli territoriali sulle risorse del PNRR.
Non possiamo, in questo quadro, non segnalare una evidente mancata programmazione di interventi che riguardino anche il personale che si dovrà fare carico di far funzionare le realtà che ci si avvia a costruire.

La legge di bilancio non prevede stanziamenti specifici per la valorizzazione del personale, nuove corrispondenti immissioni in ruolo, stabilizzazione del personale precario, incrementi salariali che rispondano al riconoscimento del ruolo sociale che gli operatori scolastici svolgono per la crescita culturale ed economica del Paese.

Manca peraltro un coinvolgimento permanente delle forze sindacali e sociali che, insieme con le realtà territoriali, possono fornire un contributo di idee e proposte per rendere strutturali e produttivi gli interventi annunciati.

Sul sito del MI trovate le dichiarazioni complete del ministro Bianchi, clicca qui