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Disabili: Daita, collocamento mirato funziona con più servizi, formazione e incentivi

Presidio contro la chiamata nominativa generalizzata per i lavor Roma, 11 novembre 2015: Presidio contro la chiamata nominativa generalizzata per i lavoratori con disabilità introdotta dal jobs act © Simona Caleo/Cgil
Foto: Simona Caleo/Cgil
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Roma, 16 novembre - “La nostra legge sul collocamento mirato per le persone con disabilità, legge 68/99, è la migliore in Europa. Molti paesi si sono ispirati ad essa, come Francia e Germania. Ovviamente va migliorata, a partire dal nodo degli accomodamenti ragionevoli”. Così la responsabile delle Politiche per la disabilità CGIL nazionale, Nina Daita, commenta le dichiarazioni di oggi del Ministro per le Disabilità, Erika Stefani.
 
“Le quote - prosegue la dirigente sindacale - sono uno strumento usato in tutta Europa, hanno sempre funzionato e continuano a funzionare. Non sono loro la causa delle migliaia di persone con disabilità che non trovano lavoro”. “Le barriere culturali non si abbattono senza l’aiuto delle quote. Piuttosto - sottolinea Daita - occorrerebbe prevedere congrue risorse, strumenti di accompagnamento dalla scuola al lavoro. Inoltre, sono essenziali i servizi mirati all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, che in questi anni sono stati smantellati. I centri per l’impiego non sono stati più in grado di svolgere in maniera adeguata il proprio lavoro. A fronte di tutte queste carenze, l’unica proposta è l’azzeramento delle quote? Non credo possa essere questa la soluzione”.
 
“La legge 68/99 va applicata nella sua interezza: formazione, incentivi per le imprese, ausili per i lavoratori disabili, servizi di accompagnamento. Nel passato ha funzionato e anche molto bene. La CGIL - conclude la responsabile delle Politiche per la disabilità CGIL - sosterrà con forza la difesa delle quote, rivendicando servizi, formazione e risorse per la dignità dei lavoratori con disabilità”.