Il 2 luglio scorso è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 116/2026 di conversione del decreto-legge n. 66/2026 recante “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”.

La CGIL esprime un giudizio fortemente negativo sull'impianto finale del provvedimento, confermando le critiche già espresse.

Un piano tardivo, inadeguato e marcatamente orientato al mercato privato, incapace di rispondere alla reale crisi abitativa italiana caratterizzata da 1 milione di nuclei in povertà assoluta in affitto, 1,5 milioni in disagio acuto e 350 mila famiglie in graduatoria per un alloggio popolare.

L'iter parlamentare, con due voti di fiducia, ha cristallizzato le scelte che non offrono soluzioni strutturali all'emergenza sociale, sancendo la progressiva rinuncia dello Stato nel garantire il diritto alla casa e delegando la soluzione del disagio abitativo ai grandi operatori privati.

Emerge un mutamento allarmante delle politiche abitative che, il baricentro del piano sposta dal settore pubblico ai mercati finanziari e ai grandi operatori privati sottomettendo le politiche per la casa a logiche di profitto e rendita e con rischi di speculazioni.

La scelta di autorizzare l'alienazione di quote del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) è inaccettabile, peraltro senza che i proventi delle vendite siano vincolati e reinvestiti nella costruzione di nuove case popolari.

Il ricorso a figure commissariali, dotate di poteri di deroga straordinari, esautora di fatto il ruolo degli enti locali, privati della facoltà di pianificare lo sviluppo urbanistico, subendo decisioni calate dall'alto.

Inoltre, non c’è previsione di una quota minima per il mercato delle locazioni, col rischio di un grande piano destinato prevalentemente alla vendita senza risposte ai reali bisogni delle famiglie.

Il sottodimensionamento del comparto dell’affitto è testimoniato dall’assenza di misure di sostegno ai redditi, come il fondo di sostegno all’affitto e quello per la morosità incolpevole.


Nota CGIL / D.L. 66/2026 convertito in legge n. 116/2026 – Un Piano Casa che non offre soluzioni strutturali all'emergenza sociale sancendo la rinuncia dello stato nel garantire il diritto alla casa