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Roma, 25 maggio – “Un Piano deludente, tardivo e inadeguato, elaborato senza il coinvolgimento delle parti sociali, che scarica sugli operatori privati il problema del disagio abitativo, con forti rischi speculativi. È la definitiva abdicazione dello Stato al proprio ruolo di garanzia dei diritti sociali”. Questo il giudizio della segretaria confederale della Cgil nazionale Daniela Barbaresi, del segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, e del segretario generale del Sunia Stefano Chiappelli sul disegno di legge di conversione del DL n. 66/2026 contenente le ‘Disposizioni urgenti per il Piano Casa’.
“Un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta che vive in affitto, un milione e mezzo di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto e 350 mila in graduatoria da decenni per una casa popolare: sono i numeri di un’emergenza sociale crescente alimentata dalla precarizzazione del lavoro, dalla caduta dei redditi e dalle diseguaglianze crescenti”, spiegano i dirigenti sindacali. “La risposta del Governo, al di là di annunci su 100 mila alloggi e 10 miliardi di euro in dieci anni – denunciano – è un Piano Casa che nasconde l’apertura alla rendita immobiliare, e l’ulteriore dismissione del patrimonio di edilizia pubblica, i cui ricavi non saranno destinati a nuovi alloggi, ma alla copertura del debito pubblico”.
Preoccupa il nodo delle risorse: “quelle certe – dichiarano Barbaresi, Di Franco e Chiappelli – sono solo 970 milioni di euro fino al 2030 (116 milioni nel 2026), già previste dalle ultime Leggi di Bilancio, le altre sono quasi tutte riallocazioni distolte dagli obiettivi cui sono destinate, quali la rigenerazione urbana, il contrasto alla povertà energetica. Nessuna previsione di stanziamento per i fondi di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole delle famiglie in affitto da privati, necessari per agire ex ante su condizioni di particolare difficoltà economica, prevenendo nuovi sfratti”.
Per quanto riguarda questi ultimi, “suscitano grande allarme e contrarietà i contenuti del disegno di legge con dichiarazione d’urgenza annunciato dal Governo, con misure per renderne più rapida l’esecuzione, compresi i casi di scadenza del contratto di affitto o di morosità dell’affittuario”.
Aggiungono che “la possibilità di semplificazioni, ampie premialità e deroghe per i grandi investimenti, comporta forti rischi speculativi e impatti sulle dotazioni urbane”.
“Il diritto alla casa – concludono i segretari di Cgil, Fillea e Sunia – necessita di un forte intervento pubblico. Mancano una strategia complessiva, risorse, strumenti adeguati e le necessarie riforme: una legge quadro sulle locazioni brevi, una normativa quadro sull’Edilizia Residenziale Sociale per qualificarne la natura, una legge quadro sugli ex IACP che definisca natura, regole compiti e criteri per la gestione”.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CGIL NAZIONALE, FILLEA CGIL, SUNIA








