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L'emergenza abitativa in Italia non è più una criticità circoscritta, ma una vera e propria crisi sociale che colpisce lavoratori, pensionati, studenti e famiglie. È quanto emerge dal report "Emergenza casa e crisi sociale", che analizza i più recenti dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare relativi al 2025.
Il canone annuo complessivo generato dal mercato delle locazioni è aumentato del 5,4% in un anno, a fronte dell’1,5% del numero di abitazioni locate. La diffusione degli affitti brevi turistici e dei contratti transitori sottrae infatti migliaia di immobili al mercato ordinario, alimentando la pressione sui prezzi e rendendo sempre più difficile trovare una casa a costi sostenibili.
Le città metropolitane confermano una forte polarizzazione. Milano si conferma la città più cara d'Italia, con valori dei canoni registrati che superano i 200 euro al metro quadrato annui per alcune tipologie contrattuali. Guardando alle effettive offerte del mercato i valori aumentano notevolmente. Seguono Roma, Firenze e Bologna, dove il costo dell'abitare continua a crescere ben oltre l'andamento dei salari reali.
Il dossier evidenzia come il caro-affitti sia diventato un fattore che incide direttamente sul potere d'acquisto delle famiglie e sulla mobilità lavorativa, contribuendo all'espulsione dei ceti popolari e dei lavoratori dai grandi centri urbani. Una dinamica che, come emerge dal Report, a cura dell’Area Stato Sociale e Diritti della Cgil nazionale, è alimentata dalla rendita immobiliare, dalla finanziarizzazione del mercato e dalla crescente turistificazione delle città.
Nel documento viene inoltre analizzato il nuovo quadro europeo introdotto dall'Affordable Housing Act, considerato un intervento importante che va nella giusta direzione di limitare gli affitti brevi, soprattutto nelle realtà a più alta tensione abitativa, ma ancora insufficiente per affrontare le cause strutturali della crisi. Per il sindacato servono interventi più incisivi, a partire da un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica e sociale, misure di contenimento dei canoni, contrasto agli immobili sfitti e una regolamentazione più stringente degli affitti brevi.
Il diritto alla casa deve tornare al centro delle politiche pubbliche nazionali ed europee. Senza un deciso cambio di paradigma, avverte il rapporto, l'emergenza abitativa rischia di trasformarsi in una delle principali questioni sociali e salariali degli anni a venire.






