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L'Europa di ieri non sarà l'Europa di domani

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Il percorso avviato dalla Conferenza sul Futuro dell’Europa, conclusosi il 9 maggio a Strasburgo alla presenza dei tre Presidenti di Commissione, Parlamento e Consiglio, ha condotto alle conclusioni composte da 49 raccomandazioni e 325 azioni, suddivise in 9 ambiti di attività: 1 Cambiamento climatico ed ambientale; 2 Salute; 3 Un’economia forte, giustizia sociale e occupazione; 4 L’UE nel
mondo
; 5 Valori e diritti, stato di diritto e sicurezza; 6 Trasformazione digitale; 7 Democrazia europea; 8 Migrazione; 9 Istruzione, cultura, giovani e sport.
Tuttavia, il metodo e il merito (tutto da migliorare) è stato e dovrà essere l’approccio su cui l’Europa poggerà la massima attenzione per indirizzarla verso i suoi territori: è nei territori che va fatta vivere la nostra Europa.
Le conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa hanno, comunque, fissato impegni inderogabili ai quali dovrà seguire un’azione legislativa consequenziale.
La crisi economico sociale del 2008, la pandemia di Covid 19 e la guerra in Ucraina sono i tre momenti della nostra storia recente che hanno cambiato l’Europa e attirato l’attenzione dei cittadini sull’Europa e, allo stesso tempo, allontanato i cittadini dall’Europa. La crisi dal 2008 e le conseguenti politiche adottate per farvi fronte hanno provocato, ad esempio, un allontanamento dall’Europa. La pandemia, invece, ha prodotto un avvicinamento dei cittadini all’Europa, grazie all’azione politico istituzionale intrapresa dalle istituzioni europee, che ha evidenziato che quando c’è un’azione unitaria il risultato è alla portata di tutti. La guerra in Ucraina sta sicuramente cambiando, sconvolgendo il 90% del programma post Covid e sicuramente sarà necessario fare una riprogrammazione in materia energetica, economica, sociale e produttiva, insieme al servizio sanitario e alla sicurezza.

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