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© Marco Merlini / Cgil
Il XVI Rapporto Annuale "Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia" (sintesi), curato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali offre una panoramica aggiornata e multidimensionale sull'inserimento di lavoratori e lavoratrici con background migratorio, confermando purtroppo molte delle criticità che, come CGIL, denunciamo da tempo in merito alla struttura complessiva del nostro mercato del lavoro.
Il Rapporto analizza l'evoluzione del lavoro attraverso il quadro demografico e i flussi migratori internazionali comparati alla situazione italiana, la condizione occupazionale, le dinamiche di flusso e contrattuali, i fabbisogni delle imprese e le vulnerabilità sociali.
Viene dedicato ampio spazio ai dati sulla povertà, all'utilizzo degli ammortizzatori sociali e alla sicurezza sul lavoro relativamente agli infortuni e alle malattie professionali.
Evidenziamo che il Rapporto fornisce un'analisi territoriale approfondita sulla domanda di lavoro (per macroarea, per singola regione e con focus specifici su Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana), sulla distribuzione settoriale territoriale entrando nel dettaglio delle catene migratorie regionali, sugli indicatori di disagio e sicurezza (con dati regionali sulla povertà assoluta e sulle denunce di infortunio e di malattia professionale).
I dati contenuti nel Rapporto confermano le rivendicazioni della Cgil:
- Segregazione Occupazionale - Si ribadisce la persistente concentrazione dei migranti in settori labour intensive e in mansioni a bassa qualifica (agricoltura, edilizia, servizi alle persone), definiti dal rapporto come vere e proprie "gabbie occupazionali". L'Italia presenta inoltre tassi di sovra-qualificazione tra i più elevati dell'area OCSE: i lavoratori stranieri con istruzione terziaria sono spesso occupati in mansioni dequalificate.
- Povertà Lavorativa (Working Poor) - Il Rapporto certifica un divario retributivo strutturale: la retribuzione media annua dei non comunitari è inferiore del 30% rispetto alla media nazionale. Questo si traduce in indici di povertà assoluta drammatici: tra gli stranieri l'incidenza è del 35,6% (oltre 1,8 milioni di persone), una quota quasi cinque volte superiore a quella dei nativi italiani (7,4%).
- Disuguaglianze di Genere - Le donne migranti subiscono una "doppia penalizzazione" salariale e occupazionale. Il tasso di inattività delle donne non comunitarie raggiunge il 48,3%, un valore quasi tre volte superiore a quello maschile, evidenziando barriere all'integrazione ancora insormontabili.
Segnaliamo una novità contenuta nel rapporto di quest’anno, che riteniamo vada attentamente monitorata, riferita al Modello di Global Skill Partnership (GSP) tra Italia e Tunisia: riguarda il progetto pilota in Emilia-Romagna e prevede la formazione nel paese di provenienza di lavoratori e lavoratrici che potranno successivamente fare ingresso in Italia, al di fuori delle quote dei flussi (art.23 TUI), sulla base di vacancies espresse dalle aziende del territorio.
Il rapporto, in conclusione, descrive un mercato del lavoro che dipende strutturalmente dalla manodopera straniera ma che continua a relegarla in una condizione di subalternità economica e segregazione professionale.
La Cgil continuerà a sostenere iniziative di mobilitazione e contrattazione per il riconoscimento dei diritti e della dignità di tutti i lavoratori e le lavoratrici migranti.
→ Per ulteriori approfondimenti, segnaliamo i seguenti rapporti periodici pubblicati dal Ministero:
- La presenza dei migranti nelle città metropolitane
- Minori Stranieri Non Accompagnati In Italia
- Rapporti annuali sulle comunità migranti in Italia (con dettagli per le singole comunità presenti)






