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In Italia ci sono 1,2 milioni di bambini e bambine con un’età da 0 a 2 anni a fronte dei quali sono solo 354 mila i posti disponibili nei nidi, micronidi o sezioni primavera, pubblici o privati.
Ciò significa che solo il 30% dei bambini e bambine, ovvero meno di uno su tre, può usufruirne mentre oltre 800 mila bambini e bambine sono esclusi dal circuito dei nidi. Pochi posti con forti diseguaglianze territoriali: uno scenario preoccupante perché i nidi rappresentano una fondamentale occasione educativa e di socialità sin dai primi mesi di vita.
Siamo al paradosso: il Governo che fa un’assordante propaganda sul contrasto alla denatalità, per non parlare della retorica della famiglia, poi non muove un dito per garantire ai bambini e bambine di questo Paese il diritto a percorsi educativi sin dai primissimi mesi di vita.
Nidi e servizi educativi sono un diritto dei bambini e delle bambine e per questo è fondamentale che siano, diffusi, di qualità, accessibili, gratuiti e garantiti a tutte e tutti, superando i divari territoriali ed economici e le difficoltà di accesso in base alle condizioni culturali, sociali ed economiche delle famiglie. Sono un investimento nel futuro, nei diritti, nell’uguaglianza.






