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Roma, 3 novembre - “La richiesta sindacale di tutelare l’occupazione nei processi di transizione produttiva è riemersa con forza nell’ambito della vertenza Electrolux, conclusasi ieri con il raggiungimento di un’intesa. L’apertura al confronto del Mimit conferma la necessità di uno strumento che la Cgil chiede di rendere nuovamente operativo e strutturale. Non è accettabile che si torni a discutere di questa misura soltanto in occasione di singole crisi aziendali”. Lo affermano, in una nota, i segretari confederali della Cgil Michele De Palma e Maria Grazia Gabrielli.
“Il contratto di espansione - proseguono i due dirigenti sindacali - può rappresentare uno strumento importante per accompagnare le riorganizzazioni, favorire il ricambio generazionale, sostenere la formazione e tutelare l’occupazione, mettendo in relazione le esigenze delle imprese con i diritti e le prospettive delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Per De Palma e Gabrielli “è l’occasione per affrontare questa esigenza. Tuttavia, sul fronte degli ammortizzatori sociali, si continua a intervenire prevalentemente attraverso il rifinanziamento di strumenti ormai indispensabili per gestire un quadro di crisi industriali diffuse e persistenti. Non è possibile continuare a utilizzare strumenti del passato per affrontare le trasformazioni in corso e individuare le politiche necessarie a governarle. Ne è un esempio il nuovo Fondo previsto dal Ddl Bilancio, orientato a sostenere le uscite dal mercato del lavoro anziché a gestire le grandi transizioni che stanno attraversando il Paese”.
“Da anni chiediamo - proseguono i due segretari confederali - l’istituzione di un Fondo per governare queste transizioni, sostenere il rilancio dei settori produttivi, a partire da quelli strategici, accompagnare gli investimenti e creare nuove opportunità di lavoro di qualità. Non servono soltanto risorse per gestire le crisi e accompagnare le uscite: servono politiche industriali, strumenti di protezione e accompagnamento delle persone e una strategia capace di costruire il futuro del lavoro”. “Il rifinanziamento del contratto di espansione è un primo passo necessario. Ma - concludono De Palma e Gabrielli - occorre superare una gestione emergenziale delle crisi e mettere finalmente al centro una politica industriale e del lavoro che sappia governare il cambiamento, tutelando l'occupazione e creando nuove opportunità”.






