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GIULIA PALMIGIANI
Roma, 28 settembre – “Il diritto all’aborto non può esistere soltanto sulla carta. Deve poter essere esercitato realmente, in sicurezza, gratuitamente e senza che il luogo in cui una donna vive determini la possibilità o meno di accedere all’interruzione volontaria di gravidanza”. È quanto dichiarano le segretarie confederali della Cgil Daniela Barbaresi e Lara Ghiglione in occasione della Giornata internazionale per l’aborto sicuro.
“A 48 anni dall’approvazione della l.194 – denunciano le dirigenti sindacali – troppe donne incontrano ancora ostacoli nell’esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge: carenza di strutture e personale, difficoltà territoriali nell’accesso ai servizi, indebolimento dei consultori e conseguenze dell’obiezione di coscienza sulla concreta disponibilità delle prestazioni”.
Barbaresi e Ghiglione spiegano che “servono consultori pubblici rafforzati, finanziati e dotati di tutte le professionalità necessarie; personale non obiettore sufficiente a garantire il servizio; piena accessibilità all’IVG farmacologica secondo le indicazioni nazionali; informazione, prevenzione e servizi pubblici, laici e accessibili, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare per il rafforzamento del SSN che invitiamo tutte e tutti a sostenere”.
“La libertà di scelta – aggiungono – non può dipendere dal codice postale, dalla disponibilità economica o dalla possibilità di spostarsi da una provincia o da una regione all’altra. E c’è un punto sul quale non possono esserci ambiguità: la decisione sul proprio corpo appartiene alla donna. Le istituzioni hanno il compito di garantire diritti e salute, non di giudicare, colpevolizzare o condizionare quella scelta”.
“Il diritto all’aborto è parte del diritto alla salute, all’autodeterminazione e alla libertà delle donne. E un diritto che non può essere concretamente esercitato da tutte rischia di trasformarsi in un privilegio per alcune. Per questo – concludono le segretarie confederali della Cgil – continueremo a batterci affinché ogni donna possa essere davvero sicura e libera di scegliere”.






