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Roma, 21 ottobre – “Mentre la Presidente del Consiglio rivendica una presunta tutela dell'italianità, la gestione dell'emergenza abitativa nazionale si trasforma in un’operazione di svendita strategica in mano ai fondi immobiliari esteri. L’inchiesta giornalistica di Milena Gabanelli e Mario Gerevini evidenzia un cortocircuito che, se confermato, sarebbe gravissimo: attraverso un fondo sovrano, gli Emirati Arabi entrerebbero nel veicolo finanziario creato ad hoc per il Piano Casa, e otterrebbero pesanti poteri di veto sulle decisioni strategiche”. È quanto dichiarano la segretaria confederale della Cgil Stefania Filetti e il segretario generale del Sunia Stefano Chiappelli a proposito di quanto emerso dalla recente inchiesta pubblicata dal Corriere della Sera.
I due dirigenti sindacali spiegano che “questa operazione, spacciata per 100% privata, in realtà si regge sulla copertura finanziaria di istituzioni pubbliche italiane come Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane (tramite Poste Vita) e Credito Sportivo e Culturale. I rischi e le risorse sono del contribuente italiano, i profitti e le leve di controllo vanno a fondi esteri”. Così “il Piano Casa, invece di essere un intervento sociale per famiglie, lavoratori e studenti strozzati dal caro affitti e dal caro vita, verrebbe convertito in una piattaforma speculativa ritagliata sulle esigenze dei grandi gestori finanziari”.
Per Filetti e Chiappelli “serve invece un vero Piano Casa pubblico e trasparente. Il diritto all’abitare non si risolve regalando rendite finanziarie e consegnando le chiavi delle nostre città ai fondi esteri. Per questo chiediamo un'immediata risposta da parte della Presidente del Consiglio Meloni e del Ministro delle Infrastrutture: occorre il blocco, qualora confermati, dei patti che concedono ingerenze estere sulle politiche abitative nazionali e un vero piano di edilizia residenziale pubblica e sociale interamente statale, per far fronte a un'emergenza abitativa che ormai è sotto gli occhi di tutti”.
“La battaglia per il diritto all'abitare ha ormai una dimensione europea. Per questo – proseguono Cgil e Sunia – esprimiamo il nostro pieno sostegno e confermiamo la nostra partecipazione alle iniziative locali che si terranno in occasione dello sciopero generale in Spagna del prossimo 11 novembre, indetto per difendere i servizi pubblici e la casa dalla speculazione finanziaria. Allo stesso tempo – aggiungono in conclusione – ribadiamo che il tema della casa e del diritto all'abitare sarà una delle rivendicazioni centrali dello sciopero generale del 20 novembre, un appuntamento decisivo per dire basta alle politiche di austerity, privatizzazione e svendita del patrimonio pubblico”.






