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Pubblichiamo di seguito la lettera di solidarietà del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, inviata alla presidente della DGB, Yasmin Fahimi, e alle organizzazioni sindacali che il 26 settembre scenderanno in piazza in occasione della giornata nazionale di mobilitazione “Hart verdient! Deine Arbeit. Deine Gesundheit. Deine Rente.”.
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Cara Yasmin,
Ti scrivo a nome della mia organizzazione e di tutte le compagne e compagni della CGIL per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori tedeschi, alla DGB e alle organizzazioni sindacali che il 26 settembre scenderanno in piazza in occasione della giornata nazionale di mobilitazione “Hart verdient! Deine Arbeit. Deine Gesundheit. Deine Rente.”
Le vostre rivendicazioni parlano anche a noi, in Italia, parlano al mondo del lavoro in tutta Europa: difendere un sistema di protezione sociale forte, garantire pensioni dignitose, tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, contrastare il peggioramento delle condizioni di lavoro e difendere i diritti delle persone che lavorano.
Il lavoro deve garantire dignità, sicurezza e futuro: su questo DGB e CGIL hanno da sempre idee forti in comune. Per questo, oggi non possiamo accettare che il costo delle trasformazioni economiche e delle difficoltà dei sistemi sociali venga scaricato sulle lavoratrici, sui lavoratori, sui pensionati e sulle loro famiglie. Oggi, come negli anni passati, il prezzo delle crisi non può essere scaricato sempre sugli stessi.
La salute non è un costo, la pensione non è un privilegio, i diritti del lavoro non sono un ostacolo alla crescita. Sono conquiste sociali che devono essere difese e rafforzate. Sono il collante che tiene unite le nostre società democratiche.
In un'Europa attraversata da profonde trasformazioni economiche e sociali, la risposta non può essere la riduzione delle tutele e l'indebolimento dello Stato sociale: questo, oltre ad essere ingiusto e dannoso, mina la fiducia popolare nella democrazia stessa. Servono invece politiche che mettano al centro il lavoro, la solidarietà, la redistribuzione della ricchezza e la qualità dell'occupazione: quelle risposte che il movimento sindacale continua a proporre con forza. Anche noi scenderemo in piazza con una manifestazione su questi temi insieme a una grande coalizione di soggetti della società civile il 17 ottobre a Roma.
Il 26 settembre saremo con voi: in Germania, in Italia, insieme per un'Europa del lavoro, dei diritti e della giustizia sociale.
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Liebe Yasmin,
ich schreibe dir im Namen meiner Organisation und aller Kolleginnen und Kollegen der CGIL, um unsere Solidarität und Verbundenheit mit den deutschen Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmern, dem DGB und den Gewerkschaften zum Ausdruck zu bringen, die am 26. September anlässlich des bundesweiten Aktionstages „Hart verdient! Deine Arbeit. Deine Gesundheit. Deine Rente.“ auf die Straße gehen werden.
Eure Forderungen sprechen auch uns in Italien an, sie sprechen die Arbeitswelt in ganz Europa an: ein starkes System der sozialen Sicherung zu verteidigen, menschenwürdige Renten zu gewährleisten, die Gesundheit und Sicherheit am Arbeitsplatz zu schützen, der Verschlechterung der Arbeitsbedingungen entgegenzuwirken und die Rechte der arbeitenden Menschen zu verteidigen.
Arbeit muss Würde, Sicherheit und Zukunft garantieren: In dieser Frage verbindet DGB und CGIL seit jeher eine starke gemeinsame Überzeugung. Deshalb können wir heute nicht akzeptieren, dass die Kosten des wirtschaftlichen Wandels und der Schwierigkeiten unserer sozialen Sicherungssysteme auf Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer, Rentnerinnen und Rentner sowie ihre Familien abgewälzt werden. Heute wie in den vergangenen Jahren darf der Preis der Krisen nicht immer von denselben Menschen bezahlt werden.
Gesundheit ist kein Kostenfaktor, Rente ist kein Privileg, und Arbeitnehmerrechte sind kein Hindernis für Wachstum. Sie sind soziale Errungenschaften, die verteidigt und gestärkt werden müssen. Sie sind der Kitt, der unsere demokratischen Gesellschaften zusammenhält.
In einem Europa, das von tiefgreifenden wirtschaftlichen und sozialen Veränderungen geprägt ist, kann die Antwort nicht in einem Abbau von Schutz und einer Schwächung des Sozialstaates liegen: Das wäre nicht nur ungerecht und schädlich, sondern würde auch das Vertrauen der Bevölkerung in die Demokratie selbst untergraben. Stattdessen braucht es eine Politik, die die Arbeit, die Solidarität, die Umverteilung des Wohlstands und die Qualität der Beschäftigung in den Mittelpunkt stellt – Antworten, die die Gewerkschaftsbewegung weiterhin mit Nachdruck fordert. Auch wir werden am 17. Oktober in Rom gemeinsam mit einem breiten Bündnis zivilgesellschaftlicher Akteure zu diesen Themen auf die Straße gehen.
Am 26. September werden wir an eurer Seite sein: in Deutschland, in Italien, gemeinsam für ein Europa der Arbeit, der Rechte und der sozialen Gerechtigkeit.






