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Quinto rapporto sulla contrattazione sociale territoriale

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Il congresso della Cgil ha ribadito con chiarezza l’importanza strategica e la centralità della contrattazione sociale. Ha confermato che il rilancio dell’azione sindacale deve partire dal territorio coinvolgendo iscritte/i e cittadini nella costruzione di piattaforme rivendicative e conseguenti vertenze territoriali. È necessario costruire nuove forme di partecipazione nei luoghi di vita delle persone, per recuperare la crescente sfiducia dei cittadini nei confronti della politica ma anche verso il sindacato. Allargare la partecipazione nelle comunità, raccogliendo e governando i nuovi bisogni di cittadinanza e trasformarli in rivendicazioni sociali, oltre che rispondere ai problemi delle persone, significa anche sviluppare una politica di partecipazione democratica dal basso, da parte dei cittadini alla vita della propria comunità e più in generale a quella del paese. La contrattazione sociale ha assunto in questo periodo di crisi un ruolo di forte integrazione alla contrattazione aziendale, è la nuova modalità per affrontare sul territorio risposte e protezioni sociali aggiuntive a quelle ormai deboli a livello nazionale. La contrattazione sociale può essere se praticata la nuova frontiera del sindacalismo confederale, capace di allargare e coniugare la tutela dei diritti di cittadinanza con quelli del lavoro, affrontandoli nella nuova dimensione del territorio diffuso, dove si incrociano i bisogni del lavoratore, con quelli del cittadino, del pensionato, del giovane precario, del povero, delle donne. […]

I prossimi anni devono segnare una inversione di tendenza nell’agire del sindacato confederale, promuovendo con convinzione migliaia di piattaforme sociali e territoriali, con il compito di rispondere ai problemi che attanagliano milioni di cittadini, di promuovere il benessere della persona e di aiutare i soggetti più deboli ad avere risposte positive alle loro condizioni, di allargare le protezioni sociali in misura più giusta, e adeguate ai cambiamenti che la crisi e le scelte politiche di questi anni hanno provocato. Noi, siamo convinti che così facendo la democrazia, il lavoro, la giustizia sociale e la legalità troveranno risposte attraverso un nuovo impulso dell’azione sindacale attraverso lo sviluppo della contrattazione sociale. Per queste ragioni pensiamo che sia necessario il contributo convinto di tutte le iscritte/i, ma soprattutto del ruolo attivo a tutti i livelli del gruppo dirigente sindacale, cosi facendo contribuiremo fattivamente alla costruzione di un nuovo welfare, facendolo con la diretta partecipazione democratica dei lavoratori e dei pensionati.

Vera Lamonica - Segretaria nazionale Cgil
Ivan Pedretti - Segretario nazionale Spi Cgil

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