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Tim: Landini, no a scorporo, da Governo servono risposte e strategia

Presidio lavoratori Tim al Mise Roma, 22 novembre 2018: presidio delle lavoratrici e dei lavoratori Tim davanti al Ministero dello Sviluppo Economico

© Simona Caleo/Cgil
Foto: Simona Caleo/Cgil
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Roma, 23 febbraio - “La grande mobilitazione di oggi delle lavoratrici e dei lavoratori di Tim non può rimanere senza risposta. Un processo di ristrutturazione che separi la rete dai servizi non sarebbe solo inusuale, ma comporterebbe un dramma occupazionale senza precedenti”. Lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

“Siamo ancora una volta a un passaggio delicato e drammatico della storia di Tim e delle telecomunicazioni italiane. L'Italia - prosegue Landini - rischia di rimanere l'unica in Europa a non avere un operatore integrato di servizi e di rete e di perdere quell'"incumbent" indispensabile per traguardare il processo di cambio tecnologico e di digitalizzazione del nostro Paese”.

“Il Governo - conclude la Landini - ha il dovere, più che occuparsi della dinamica di mercato, di immaginare la funzione strategica di Tim in Italia e in Europa”.