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Turchia: Donne Cgil e Spi, condanniamo uscita Convenzione Istanbul

Foto: Simona Caleo/Cgil
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“Chiediamo alle Istituzioni europee e nazionale di contrastare tale decisione con tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione”

Roma, 22 marzo – “Condanniamo duramente la decisione della Turchia di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul, trattato firmato appena dieci anni fa che vincola i governi ad adottare una legislazione che persegua la violenza domestica e gli abusi, nonché lo stupro coniugale e le mutilazioni genitali femminili”. Lo affermano, in una nota congiunta, le donne della Cgil insieme alle donne dello Spi Cgil.

“L’aggressione ai diritti e alle libertà delle donne – proseguono Cgil e Spi – è sempre sintomatica della compressione delle regole democratiche in atto in un Paese. Compressione che in Turchia è in corso da tempo anche nei confronti delle organizzazioni sindacali impegnate per i diritti dei lavoratori”.

Per le donne della Cgil e dello Spi “la motivazione addotta da Ankara per la sua grave decisione e cioè che contrastare la violenza sulle donne anche tra le mura domestiche incoraggi i divorzi e mini l’unità familiare è a fondamento di quella logica patriarcale che vuole la donna subordinata al potere del pater familias promossa da ambienti ultraconservatori e ortodossi non solo in Turchia, ma anche in altri paesi europei, finanche in Italia”.

“Chiediamo alle Istituzioni europee e nazionale di condannare, senza mezze misure, la decisione del governo turco. Una decisione che va contrastata con tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione per lanciare anche un segnale inequivocabile in difesa delle libertà e dei diritti delle donne conquistati con fatica, che sono poi conquiste per tutte le cittadine e i cittadini”, concludono Cgil e Spi.